
Segnalo 2 post interessanti sulla Link Popularity, aggiungo considerazioni mie e lancio un monito (tutto in un unico post).
Il primo post da notificare l’ha scritto PsYCHo e l’ha pubblicato Ikaro.net, è propedeutico a tutti quanti per lavoro debbano intraprendere un’azione di Link Popularity.
Il secondo post scritto da Nicola Boschetti per il Taglia Blog racchiude 5 consigli su come trovare buoni link.
A queste due letture consiglio di affiancare la mia mini serie sulla Link Popularity Fast Food.
Poche considerazioni
Al post di PsYCHo mi permetto solo di aggiungere qualche suggerimento in più, per aiutarti ad avere i migliori link possibile per la risorsa che stai promuovendo.
Il principio di massima che dovrebbe regolare qualsiasi scambio link, è quello di simulare una citazione spontanea. E’ chiaro che molte volte l’unica cosa che possiamo fare è di esprimere al nostro interlocutore la nostra richiesta.
Ecco cosa puoi fare per simulare una link popularity spontanea:
Una crescita costante nel tempo di Inbound Link
Scambio link con siti a tema
Link tematizzati, vicino a testo
Link in zone alte del sito, più che nel footer
Scambio recensioni
Richiesta di una pagina cobranded, gestita da te, sul sito del partner
Di conseguenza ci sono delle cose che è meglio evitare:
Link in un footer affollato
Ancore sempre uguali
Link su siti penalizzati
Link su siti bannati
Link in pagine ad hoc, come scambio-link.html (non sono dannose ma non servono al tuo fine)
Link in entrata e link in uscita cosa incide di più
Se sei un SEO o un’aspirante SEO, prima o poi qualcuno, magari un cliente o il tuo titolare, proverà a dirti come fare il tuo lavoro. Magari acquisteranno o venderanno link, anche a tua insaputa, sul sito web che stai faticando a posizionare. Ti è mai capitato?
Tutto nasce da una banalizzazione e da una cattiva informazione che si genera attorono questa materia, così nuova e in continuo mutare.
Il semplice fatto che non esista un’albo SEO o una laurea SEO, non significa nulla. Per quanto mi riguarda ho trovato molti aspetti della mia laurea più semplici rispetto all’e-learning giornaliero che richiede questa professione.
Perdona l’accorata digressione, era solo per dirti che passi molto tempo a cercare link in ingresso, magari spronato da un committente o dal tuo direttore, quando un solo link in uscita potrebbe rovinare il tuo lavoro.
Con un solo link puoi rovinarti
Non voglio certo scrivere l’ennesimo intervento sul TrustRank, ce ne sono già parecchi, ben scritti ed autorevoli. Ti esorto solo a pensare che un link in uscita dice molto del tuo sito, più di N link in entrata.
Ad esempio, tu non puoi controllare quello che gli altri dicono di te, ma sei responsabile di quello che dici. Se dalla tua bocca esce una sciocchezza, non ci sono raccomandazioni altrui che tengano, la tua reputazione è compromessa e hai fatto tutto da solo.
Per i motori di ricerca valgono regole analoghe. Le citazioni degli altri siti (la Link Popularity) sono importanti per il posizionamento, ma quello che citi tu (i link in uscita, gli Outbound Link) determina la tua credibilità: il tuo TrustRank.
Il TrustRank
Cito da una delle tante traduzioni del brevetto TrustRank presenti in rete:
Per diminuire gli interventi dell’Oracolo (l’intervento umano) è possibile adottare una tecnica basata sull’esperienza che ogni singolo navigatore del web può avere: una pagina buona difficilmente linka una pagina cattiva. Questo perché l’autore di una pagina con una qualità elevata difficilmente ha interesse che venga collegata con pagine con una qualità minore o nulla.
Ecco come tenere sotto controllo i link in uscita
Come avrai capito tenere sotto controllo i link in uscita dal sito che stai promuovendo sui motori è fondamentale.
Avere “un piano” è addirittura doveroso se:
- non ti occupi tu stesso dei testi
- esiste una redazione molto numerosa in grado di pubblicare più articoli al giorno
- l’attività redazionale è il business core del sito che promuovi e tu non puoi farci niente
- la tua committenza pensa che tu debba fare il tuo lavoro a prescindere dai contenuti che loro pubblicano e tu non puoi farci niente
- il sito che devi posizionare ha già centinaia di link in uscita e tu non hai potuto farci niente
In questi casi devi tenere sotto controllo la situazione giornalmente e se prendi in consegna un progetto già avviato, urge una revisione completa. Per analizzare i link in uscita di un sito puoi utilizzare il Web Master Central Tool di Google, ma non te lo consiglio.
Il modo migliore, secondo me, è di utilizzare l’operatore linkfromdomain:TuoSito.com sul motore di ricerca della Microsoft (live.it). Abbina a questa query alcuni plugin di Firefox come Seo Quake, Link Checker e Interclue e avrai un quadro completo delle risorse che il tuo sito linka. Della pagina che linki saprai i suoi inbound link, il suo page rank, la sua anzianità, i temi che tratta e se il link è rotto o meno.
Un’ultima cosa, non pensare di eliminare quest’analisi semplicemente non linkando mai nessuno, questo comportamento estremo è ugualmente dannoso per il tuo posizionamento.
Buona analisi.
Francesco ha scritto questo post il 4th febbraio, 2009 | File Under SEO | 1 Comment -





















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