Harry Ti Presento Sally

Harry: … Prendo il numero tre
Sally
: Io l’insalata dello chef ma con olio e aceto a parte, e poi la torta di mele
Cameriera
: Chef –e- tor-ta -di- me-le…
Sally
: Ma la torta la voglio riscaldata e non ci voglio gelato sopra: lo voglio a lato… E che sia di fragola, non di crema se possibile, se no niente gelato, solo panna. Ma panna vera! Se è in lattina allora niente!
Cameriera
: Neanche la torta?
Sally
: No, la torta la prendo, ma non riscaldata!
Cameriera
: Ah ah
Sally
: Bhe, che c’è?
Harry
: Niente, niente!

Nel 1989, quando uscì Harry Ti Presento Sally (il film citato sopra), Sally era una mosca bianca, quell’ “a parte” era fondamentale, ma stiamo parlando di un periodo in cui da McDonalds si poteva scegliere fra poco più di un paio di menù. Oggi il responsabile del Customer Relationship Management di un’impresa, perde il sonno cercando di offrire svariate versioni dello stesso prodotto per trovare nuovi clienti e per fidelizzare quelli già presenti. Sally oggi si sentirebbe a proprio agio.

Sarà l’effetto della Long Tail o la maturità dei consumatori cresciuti con internet, ma oggi quello che tutti vogliamo è partecipare. Il prodotto impacchettato non basta più, ne vogliamo una versione personalizzata solo per noi.

Gli utenti del tuo sito o blog non sono da meno, vogliono sentirsi speciali. Il mio amico Marco di recente ha postato 2 righe sul box “Utenti più attivi” presente sul suo blog, lo trovo un ottimo esempio di come coinvolgere gli utenti. Ci tengo a sottolineare come la percezione di questo box, sia assolutamente positiva, non a caso spesso e volentieri l’utente più attivo finisco per essere proprio io. Mi piace pensare che il blog di Marco non sia solo suo ma anche mio, Marco mi offre le sue considerazioni ma mi da possibilità di “personalizzare” i suoi spazi.

Ecco qualche spunto su come puoi migliorare l’esperienza degli utenti sul tuo blog:

  • Offrendo un feed per ogni categoria del blog
  • Offrendo un feed assemblabile dagli utenti, in cui inserire solo le categorie di interesse
  • Offrendo un contenuto bonus (un ebook?) a chi si iscrive al blog, al feed o alla newsletter
  • Offrendo periodicamente post extra agli iscritti al feed o alla newsletter

Note finali
1. I post che prendono vita da un incipit cinematografico, come questo, vengono raccolti nel tag “Cinematicseo”, l’indice è linkato sul menù del blog, la trovi qui.
2. Se Sally vedesse un blog, reagirebbe più o meno così: “Vorrei i contenuti della categoria “A” e “C”, ma solo i contenuti, i banner no, gli annunci a parte e le foto anche, a parte”.

Francesco ha scritto questo post il 16th ottobre, 2008 | File Under Web Marketing | 3 Comments -

Link Popularity

La Link Popularity è uno dei fattori più incisivi per il posizionamento di un sito, lo è da anni e le cose sembrano destinante a rimanere così ancora per un po’, nonostante i tanti rumors.
In questo post non spiegherò cos’è la link popularity, perchè è importante o come scrivere il codice per un buon backlink. Piuttosto prenderò in analisi due filosofie diverse con cui le Seo Agency affronatano questo punto cardine del loro lavoro.

Premessa: fare SEO e posizionare siti, sono due concetti differenti. La SEO è l’ottimizzazione per i motori di ricerca, è un atto preliminare (quando è possibile) obbligatorio se si vuole posizionare un sito, ma di per se non basta. Per posizionare un sito bisogna ricorrere a diversi fattori off-site che presuppongono a monte un’intervento SEO.
Le Seo Agency di solito ottimizzano o posizionano, in entrambi i casi la cosa viene espletata in un contratto.

Ecco due modi per implementare la Link Popularity di un sito.

Una Seo Agency può decidere di accollarsi lo scambio link, contattando potenziali partner e contraccambiando con link posti sui siti paralleli del proprio circuito. In questo caso al termine del contratto, si stacca la spina e c’è la possibilità che i link vengano rimossi. Il posizionamento salta e la Web Agency no, perchè finchè le due parti collaboravano i piazzamenti erano sù. In questo caso l’ Agency avrà il coltello dalla parte del manico al momento del rinnovo del contratto.

Oppure la Seo Agency può far valere il proprio Know How, vendendo cara la SEO ed insegnando al cliente come fare scambio link. La moneta di scambio possono essere le poche risorse web in mano al cliente, o una pagina “scambio-link” creata ad hoc all’interno del dominio da promuovere (soluzione peggiore delle due).
In questo caso se salta il posizionamento salta anche la Web Agency, ok generalmente ci sono tutele contrattuali del tipo “Se non fai scambio link non sali”, ma se qualcosa va storto la percezione sarà comunque quella di aver lavorato con una Web Agency scadente.

Tu, insegni ai tuoi clienti come fare scambio link, o è una cosa di cui ti occupi in prima persona?

Francesco ha scritto questo post il 9th ottobre, 2008 | File Under SEO | 3 Comments -

Elizabethtown

Dove dopo un breve preambolo si parlerà anche di eBay.

Quando nel film Elizabethtown Orlando Bloom capisce che il fallimento della sua idea, un’assurda scarpa da ginnastica, gli costerà un’infamante copertina su un magazine di finanza, decide di farla finita. Fortunatamente un imprevisto lo porterà alla natia Elizabethtown, dove l’incontro con Kirsten Dunst gli aprirà gli occhi. Il film ve lo consiglio, anche se credo che siano le idee di business sbagliate a finire sulle copertine, non chi le ha pensate.

Io ho una mia idea sul fallimento, i miei colleghi ne sanno qualocosa. Che sia professionale, sportivo o umano, essere frenato dalla paura di sbagliare è un compromesso che non posso e che non puoi accettare. Cominciamo a scuola, quando alzare la mano costa fatica e coraggio, continuiamo in ufficio, dove certe cose ci accontentiamo di leggerle e che le facciano gli altri.
Eppure la storia ci insegna che ogni persona universalmente riconosciuta come Genio, ha celebrato anche parecchi fallimenti. La battaglia di Lipsia è praticamente sinonimo di sconfitta, ma il suo significante non intacca la gloria di Napoleone, che pure fù il protagonista (in negativo) di quella battaglia.

Come avrete capito sono un estimatore degli audaci ed è per questo che certe cose le digerisco meno di altre, e mi riferisco allo sciacallaggio del brand Lehman Brothers in atto su eBay. Gli affari sono affari, ma vendere WWW.THEFALLOFLEHMANBROTHERS.COM a mille dollari “spedizione gratuita”, mi pare per lo meno infamante ed indegno.

Per me l’analisi della concorrenza rimane il modo migliore per evitare gli errori commessi da altri, più che un modo per elaborare una “nuova” strategia, e per te?

P/s
Una nota storica
; sono pur sempre un Archeologo (cioè, lo sarei se esistesse un’albo).
L’onore alle armi è un’antico rito di origine romana, che consiste nel lasciar sfilare anche le fila dell’esercito sonfitto, su comando del capitano a cui è lasciata la sciabola. Una cosa analoga avviene nel 3° tempo del Rugby.

Francesco ha scritto questo post il 22nd settembre, 2008 | File Under Ebay | 4 Comments -

Vampiri

Quando ho iniziato a seguire il blog di Ninja Marketing, credevo che il Guerrilla Marketing consistesse “solo” nel lanciare campagne pubblicitarie stravaganti. Poi grazie a diverse letture (consiglio in particolar modo questa) e al sopra citato blog, ho capito che i Guerrilleri del Marketing hanno come obbiettivo la concretezza, fanno marketing aggressivo e più orientato al dialogo che al branding. Tutto questo anche disponendo di budget limitati.

L’obbiettivo dei Guerrilleri è quello di innescare un dialogo interiore nella mente di chi è all’ascolto, comunicando messaggi in grado di dare impulso ad un ragionamento già latente. Nel Guerrilla Marketing le parole sono molto importanti ma più ancora lo sono le associazioni di parole, speziate da un po’ di (in)sana PNL.

Una delle tecniche più diffuse fra i Guerrilleri è quella della ripetizione applicata alla maniera dei Vampiri. Se abbiamo imparato qualcosa da tutti i film horror visti da adolescenti, nelle sere d’estate, è che quando si invita un Vampiro a cena questo diventa irriconoscibile ed invulnerabile ai nemici di sempre (l’immagine è da Ragazzi Perduti del 1987). Non ci sono aglio, acqua santa, croci o pallottole d’argento che tengano, se inviti un’Vampiro in casa non riesci più a riconoscerlo come Vampiro. I Gerrilleri in molti casi scelgono di fare lo stesso, se ti iscrivi ad una loro newsletter, ad esempio, non sei più in grado di riconoscerli.

Certo i Guerrilleri non sono così spaventosi come i Vampiri, anzi di solito nelle newsletter danno consigli pratici e utili, ma non distinguiamo più il consiglio dal messaggio pubblicitario, è una tecnica davvero efficacie.
E’ opinione diffusa dei Guerrilleri che abbiamo l’attenzione del nostro iscritto solo 1 volta su 3 e che, prima che questo decida di convertirsi in cliente, dobbiamo colpirlo almeno 9 volte. Questo significa che se inviti qualcuno ad iscriversi alla tua newsletter, dovrai concludere un ciclo di 27 email, circa, prima di avere un ritorno su quanto hai investito.

Ok, forse i Guerrilleri sono più pazienti dei Vampiri!

In Italia ho osservato questa tecnica ben attuata nelle newsletter di Madri e di AdWords Vincente. Tu quali casi vincenti hai osservato?

Francesco ha scritto questo post il 16th settembre, 2008 | File Under Web Marketing | No Comments -

Il Settimo Sigillo

Ne Il Settimo Sigillo di Igmar Bergman (uno dei miei registi preferiti di sempre), Antonius Block, un cavaliere di ritorno dalle crociate sfida la morte a scacchi per guadagnare un po’ di vita. Il film è una seria riflessione sulla vita e su Dio, ma al momento opportuno Antonius ribalta alcune pedine sulla scacchiera. La morte concentrata sul gioco, si lascia sfuggire alcuni compagni che sarebbero dovuti morire con il cavaliere.

La morte concentrata su quello che le piace di più, considera marginale la fuga di alcune vite. Devi fare lo stesso con gli utenti del tuo sito.
Ci sono poche possibilità che tutto quello che offri sia di interesse (la vita di Antonius), invece ci sono molte possibilità che un particolare aspetto di te (la partita a scacchi), del tuo hotel o del tuo prodotto, interessino molto alcune persone.

A proposito di questo, stò ultimando il breve saggio di Seth Godin La Mucca Viola, dove il noto conferenziere spiega come rivoluzionare il proprio modo di fare marketing. Il concetto alla base del libro è quello della straordinarietà. Realizzare prodotti straordinari da promuovere presso consumatori influenti e precoci, in grado di attuare il passa parola. In parallelo l’autore compie una demistificazione del canale pubblicitario mass-mediatico.

Ecco cosa ne penso.
Trovo eccessiva la critica alla pubblicità televisiva messa in piedi da Godin, è vero invece che la pubblicità rivolta a tutti indiscriminatamente può essere dispersiva. E’ molto meglio rivolgersi agli utenti che Geoff Moore chiama “innovatori” e “consumatori precoci”. Per interessare quest’utenza occorre un prodotto innovativo, non certo una release studiata per soddisfare tutti.

Questo modo di vedere è applicabilie al marketing off-line quanto al web marketing. Già in precedenza scrissi di come è meglio un testo che sottolinea i punti forti della propria struttura turistica, o del proprio prodotto, invece di una descrizione uguale a mille altre.

Un prodotto in grado di soddisfare le esigenze di pochi è in grado di innescare il buzz, il word of mouth, o più semplicemente il passaparola. Un prodotto studiato per compiacere i molti, potrebbe essere troppo banale per indurre qualcuno a consigliarlo ai prorpi amici.

Ecco un esempio concreto.
A Giugno sono stato in vacanza in Gargano, mia moglie è celiaca ed abbiamo scelto un camping con questo particolare tipo di cucina. Ci siamo trovati benissimo e mia moglie l’ha consigliato ai suoi utenti, questo post sulle nostre vacanze in Gargano è uno dei più letti dell’estate.
Questo è un case history reale di come si propaga il buzz, in rete, fra pochi utenti fortemente interessati e motivati.

P/s
Non hai ancora visto Il Settimo Sigillo? Cosa stai aspettando?

Francesco ha scritto questo post il 2nd settembre, 2008 | File Under Web Marketing | 8 Comments -