La prima lezione di Marketing è la più importante, perchè ti rende consapevole che spesso ciò che desideri è quello che altri vogliono che tu desideri. Insomma è una iniziazione.

La prima lezione di Marketing, quella che mi ha fatto intravedere delle seconde finalità nei cartoni della IMQ e del Piccolo Mugnaio Bianco, quella che mi ha fatto perdere la fiducia nel mitico Capitano Findus, è stata il capitolo della staccionata in Huckleberry Finn.
La scena è davvero nota, solo i più distratti non ricorderanno di come Huck Finn barattò il suo lavoro di imbianchino per un giorno, in cambio di una mela. Da vero attore Huckleberry finse diletto verso quell’attività forzata, giocando sull’orgoglio dell’amico che non volle esser da meno, a costo di rimetterci la mela.

Il piccolo gioco psicologico utilizzato da Huckleberry, si basa su una grande verità dell’animo umano. Abbiamo tante necessità e tanti bisogni, ma ricerchiamo davvero solo quello che desideriamo. Il bello è che le due cose non coincidono quasi mai.

A Natale avrai certamente notato che pur parlando tanto di crisi, molti tuoi amici si sono concessi, o hanno ricevuto, regali hi-tec. Eppure il settore merceologico che più sta risentendo della crisi è quello alimentare. A rigor di logica e di priorità, avremmo dovuto regalarci pacchi di pasta e la Apple dovrebbe stare sul lastrico, invece è esattamente l’opposto. Tutto nella norma, a governarci sono i nostri desideri.

La lezione della staccionata vale anche sul web, ecco 7 affidabili leve che ti aiuteranno a (con)vincere su internet:

Divertimento (svago, spensieratezza)
Potere (dominio, comando)
Salute (benessere, riposo, relax)
Sesso/Amore
Sicurezza (protezione e difesa)
Riconoscimento (autostima, gratificazione)
Soldi (possibilità di guadagno e/o risparmo)

Ah, il fatto che tu sia conscio di questo non significa che tu ne sia immune. Ovviamente parlo anche per me, altrimenti sarei un ingenuo.
Significa “solo” essere un po’ più consapevoli quando copriamo l’iPod.
Qual’è stata la tua iniziazione?

Francesco ha scritto questo post il 29th dicembre, 2008 | File Under Web Marketing | No Comments -

Parlerò ancora della pubblicità del permesso e di quella dell’interruzione (o meglio di Permission Marketing e Interruption Marketing). Cercherò di non scomodare di nuovo il paragone con gli sconvenienti spot pubblicitari e di riportare un esempio concreto (al di fuori dell’ambito web).

Comincerò con quello che mi diverte di più: la storia e spiegare cose.

In Italia i primi manifesti pubblicitari furono realizzati dalla Officine Grafiche Ricordi. Negli uffici della Ricordi, nata nel 1896, lavorò un gruppo di artisti diretto da Adolfo Hohenstein, per circa venti anni.
Alla Ricordi il clima era caratterizzato dalla collaborazione fianco a fianco fra tecnici e riproduttori.

Ben presto gli “artisti del cartellone pubblicitario” capirono l’esigenza di distaccarsi dallo stile illustrativo e, forse spronati dalle esigenze dell’industria, si orientarono verso un gusto più moderno, nascevano nel nostro paese la “cartellonistica” e la pubblicità come la conosciamo oggi.

Come si evolsero le cose è risaputo, tuttavia oggi la cartellonistica è una modalità pubblicitaria che funziona sui grandi numeri, ed è un tipo di pubblicità ad “interruzione” e poco targettizato.
Nel dettaglio il Permission Marketing è quello più usuale sul web, se mi iscrivo ad una newsletter do il mio consenso a ricevere messaggi pubblicitari. L’Interruption Marketing invece è quella forma di pubblicità tipica degli old media, questo si verifica quando io cerco di reperire contenuti interessanti (radio, tv, cinema… etc etc) e i media mi propongono 5 minuti di spot senza criterio.
Ad esempio ieri al Web Marketing Event a Rimini (bene nel complesso), mi aspettavo solo contenuti interessanti e non un intervento come quello di Pier Pierucci dalle finalità evidentemente promozionali. La cosa ha stonato un po’, diciamo che l’ho vissuta proprio come uno spot televisivo (e quindi piuttosto male) e che se fossimo stati sul web avrei chiuso la finestra del browser. Non sopporto la pubblicità ad “interruzione”, soprattutto quando pago per avere solo i contenuti.
Per il resto, rinnovo i complimenti al moderatore e agli organizzatori.

Non tutti possono permettersi una campagna pubblicitaria sui cartelloni della propria città, ma chiunque può comperare una bomboletta spray e scrivere con buone speranze di essere letto.

I graffiti usano linguaggi, sintassi, allegorie, stili in grado di raccogliere l’attenzione di chi passa. Un graffito è un’ancora creativa impressa sul muro, contro cartelloni che dannno per scontato parecchie cose, ad esempio che un muro debba per forza avere dei manifesti affissi e che noi dobbiamo essere interessati al loro messaggio.
Un surrogato online dei graffiti è il blog.
A prescindere dal movente, dalle tematiche, dall’autore, dalla grafica e dalla piattaforma, il blog è una forma di comunicazione “a permesso” spesso più efficacie di qualsiasi messaggio “ad interruzione”. Ogni giorno vengono pubblicati 900.000 post nuovi e ognuno ha un bacino di utenti ricettivo che ha richiesto qullo specifico contributo.

Hai mai dato una sbirciata ai video più visti di You Tube? Notato qualcosa?
Più della metà di quei video sono creati dagli utenti e non mutuati dalla TV, la gente è più interessata a quello che dicono gli altri che non ai cartelloni pubblicitari, quindi se hai qualcosa da dire (o da vendere): compra una bomboletta spray o, se vuoi rimanere nella legalità, apri un blog.

Francesco ha scritto questo post il 24th novembre, 2008 | File Under Web Marketing | 10 Comments -

Social Network contro Blog

Da qualche tempo gira un’eblematico spot di Enel: Gesti Dimenticati. Da bravo conservatore dei beni, vivo lo spot con un po’ di nostalgia: io ascolto ancora i dischi sul vinile e non sono sicuro che il passaggio al cd, poi al dvd, poi a blu ray, poi … etc etc sia stata una gran innovazione. Credo però che i nostri pronipoti studieranno il passaggio epocale sui libri, nel capitolo dal titolo “Dall’Homo Analogicus all’Homo Sedis con Telecomandibus”.

Ricollego lo sciagurato passaggio dalla lettera di carta alle bollete telematiche, al recente dibattito Blogging Vs. Social Networking, forse perchè sempre di passaggio di consegne si tratta.
Molti ne stanno parlando, alcune personalità di spicco abbandonano i propri blog (Jason Calacanis, Robert Scoble, …) per approdare sulle brevilinee spiagge di Twitter, Mantellini e Lupi spendono inchiostro sull’ultimo Nova, il TagliaBlog affronta la cosa in modo pragamatico.
Ecco cosa ne penso io.

Il Web 2.0, quello segnato dalla condivisione e dalla partecipazione è stato il web dell’user generated content. Quello che “i contenuti son davvero importanti, non quelli istituzionali, ma quelli veritieri scritti dagli utenti”. Se questo era il motto, il blog era il mezzo e poch’importava che occorresse tempo per scrivere “robba buona”, del resto wikipedia non fu costruita in un giorno.

D’un tratto la parola d’ordine sembra essere Social Network, ma i contenuti dove sono?
Non ci eravamo detti che internet è meglio della tv perchè è partecipativa e i risultati si dimostrano? Pensi che su FaceBook sia implementabile un behavioural targeting talmente preciso, da far uscire a monitor pubblicità in target con il gruppo “1 milione di persone che odiano Berlusconi”? O che Twitter sarà mai in grado di proporre annunci inerenti al tuo micropost di 140 caratteri?

L’esplosione del Social Networking è cosa certa, è cosa di questi giorni, ma che soppianti il blog o l’user generated content in genere ho dei dubbi. Saresti disposto a rinunciare ancora al tuo web contestuale, dove la reperibilità dei contenuti è una tua azione volontaria, a favore di uno flusso di connessioni sulla base di amicizie spam senza controllo e senza contenuti?

Nessun passaggio di testimone dunque, almeno secondo me. Social Network, Microblogging e Blogging sono destinati a dominare insieme la prossima media-era.

Chi abbandona il blog per il social network, è solo più pigro o forse più ricco di quando ha cominciato.

Francesco ha scritto questo post il 14th novembre, 2008 | File Under Social Network, Web Marketing | 5 Comments -

Come promuovere un blog

L’idea per questo post mi è venuta riguardando About A Boy, il film in agrodolce con Hugh Grant, tratto dallo splendido romanzo di Nick Hornby. Will (Hugh Grant) alla fine del film capirà che nessun uomo è un’isola e che comunque esistono gli arcipelaghi e le isole sotto il mare sono collegate.
Questa semplice regola vale anche nella blogosfera, sopratutto se sei agli inizi.

La prima regola per lanciare il tuo blog è questa: nessun blog è un’isola. Imprimiti bene in testa che non c’è distinzione fra chi legge e chi pubblica. Tutti partecipano.

Si trovano decine di liste sul web su come promuovere il proprio blog, ho pensato di lasciare la teoria e di raccontarti quello che ha funzionato per me.
Ho pensato quindi di presentare una lista di punti concreti, su come lanciare un blog nell’intensa attività del substrato della rete: la blogosfera. Troverai sicuramente qualche spunto.

1. Individua i blog che trattano tematiche inerenti alle tue, e posta commenti interessanti. Non commentare e basta, ma prenditi qualche minuto e per rilasciare commenti che valorizzino i blog altrui. Sii prodigo di consigli, stabilirai un rapporto privilegiato con gli altri blogger, che aspetteranno con ansia i tuoi interventi. Inoltre catturerai l’attenzione degli altri lettori.
In una parola si chiama buon vicinato ed esiste da sempre.

2. Linka risorse utili, per 2 motivi. Il primo è che i tuoi lettori ti apprezzeranno, oltre che per i tuoi post, anche per la tua capacità di segnalre siti interessanti. Il secondo motivo è che il link ad un post si traduce in un trackback. I trackback portano visite qualificate e sono un biglietto da visita per il blogger che hai linkato: “Hei, sono qui, questo è il mio blog e sto parlando di te”.

3. Il capitolo Feed meriterebbe un blog dedicato, se è questo che cerchi ti segnalo il blog di Simone, ma questi consigli sulla promozione del feed non ti saranno meno utili. Abbi cura che il link al tuo feed sia ben visibile nei punti “caldi” del blog, fra cui la conclusione del post. Se vuoi puoi utilizzare icone feed simpatiche, ma c’è sempre il rischio che vengano confuse, se puoi utilizza le icone istituzionali. Assicurati che il tuo blog abbia il meta tag autodiscovery per il feed, questo farà sì che nella barra degli indirizzi compaia l’icona del feed. Assicurati di avere una pagina o un post in cui spieghi cos’è un feed e perchè è vantaggioso usare i feed. Ricordati di dare la possibilità di seguirti tramite newsletter (questo è un servizio che rilascia anche FeedBurner).

4. Iscriviti ai siti di aggregazione notizie o di Social News, partecipa attivamente anche qui, votando e suggerendo i post che trovi interessanti anche dal tuo reader. Non aver timore di segnalare i tuoi post più interessanti. Non stai facendo del social spamming, se scrivi perchè credi che i tuoi articoli siano interessanti ed utili, devi essere il primo ad esserne convinto.

5. Ogni giorno vengono pubblicati 900.000 post. Stavi pensando di pubblicare notizie sul web prima degli altri? Rinuncia, hai perso in partenza.
Concentrati sul tuo punto di vista: è diverso da quello di chiunque altro. Dire la tua ti costerà fatica, ma renderà i tuoi post diversi, e più credibili, da quelli di altri blog più aggiornati ed anziani del tuo.

Ok, ora conosci una parte importante della mia esperienza con i blog. Quali sono invece i fattori più fortunati del lancio del tuo blog?

P/s
Un’altra questione legata al blogging è il fare soldi con il web. A proposito di questo, ho deciso di pubblicare una serie di post su come migliorare i guadagni con Google Adsense. Ovviamente il post conclusivo, la cigliegina sulla torta, sarà un “contenuto speciale“.

Francesco ha scritto questo post il 10th novembre, 2008 | File Under Web Marketing | 4 Comments -

Harry Ti Presento Sally

Harry: … Prendo il numero tre
Sally
: Io l’insalata dello chef ma con olio e aceto a parte, e poi la torta di mele
Cameriera
: Chef –e- tor-ta -di- me-le…
Sally
: Ma la torta la voglio riscaldata e non ci voglio gelato sopra: lo voglio a lato… E che sia di fragola, non di crema se possibile, se no niente gelato, solo panna. Ma panna vera! Se è in lattina allora niente!
Cameriera
: Neanche la torta?
Sally
: No, la torta la prendo, ma non riscaldata!
Cameriera
: Ah ah
Sally
: Bhe, che c’è?
Harry
: Niente, niente!

Nel 1989, quando uscì Harry Ti Presento Sally (il film citato sopra), Sally era una mosca bianca, quell’ “a parte” era fondamentale, ma stiamo parlando di un periodo in cui da McDonalds si poteva scegliere fra poco più di un paio di menù. Oggi il responsabile del Customer Relationship Management di un’impresa, perde il sonno cercando di offrire svariate versioni dello stesso prodotto per trovare nuovi clienti e per fidelizzare quelli già presenti. Sally oggi si sentirebbe a proprio agio.

Sarà l’effetto della Long Tail o la maturità dei consumatori cresciuti con internet, ma oggi quello che tutti vogliamo è partecipare. Il prodotto impacchettato non basta più, ne vogliamo una versione personalizzata solo per noi.

Gli utenti del tuo sito o blog non sono da meno, vogliono sentirsi speciali. Il mio amico Marco di recente ha postato 2 righe sul box “Utenti più attivi” presente sul suo blog, lo trovo un ottimo esempio di come coinvolgere gli utenti. Ci tengo a sottolineare come la percezione di questo box, sia assolutamente positiva, non a caso spesso e volentieri l’utente più attivo finisco per essere proprio io. Mi piace pensare che il blog di Marco non sia solo suo ma anche mio, Marco mi offre le sue considerazioni ma mi da possibilità di “personalizzare” i suoi spazi.

Ecco qualche spunto su come puoi migliorare l’esperienza degli utenti sul tuo blog:

  • Offrendo un feed per ogni categoria del blog
  • Offrendo un feed assemblabile dagli utenti, in cui inserire solo le categorie di interesse
  • Offrendo un contenuto bonus (un ebook?) a chi si iscrive al blog, al feed o alla newsletter
  • Offrendo periodicamente post extra agli iscritti al feed o alla newsletter

Note finali
1. I post che prendono vita da un incipit cinematografico, come questo, vengono raccolti nel tag “Cinematicseo”, l’indice è linkato sul menù del blog, la trovi qui.
2. Se Sally vedesse un blog, reagirebbe più o meno così: “Vorrei i contenuti della categoria “A” e “C”, ma solo i contenuti, i banner no, gli annunci a parte e le foto anche, a parte”.

Francesco ha scritto questo post il 16th ottobre, 2008 | File Under Web Marketing | 3 Comments -