Nelle settimane di Natale mi svagherò promuovendo sul Web un’attività commerciale.
Dove sta la differenza fra questo e il mio lavoro? Bè questa volta lo farò gratis.
La cosa vi riguarda perchè ho in mente di intraprendere un’attività attraverso Social Network con un ritorno effettivamente misurabile. Ma andiamo per gradi…

La mia amica Bea è stata tanto “pazza” da farlo: ha aperto un negozio di dischi a Rimini. Mentre tutti chiudono, finalemente anche noi abbiamo il nostro negozio “alla Altà Fedeltà”.
Divanetto stile Velvet Undeground, Vinili autografati, Rarità e tante Storie da Raccontare.
Cosa me ne viene?!?! Niente, è che sono uno appassionato.

Il negozio di dischi ha già un sito ma non è ancora online, per il momento il nostro punto di riferimento per novità, eventi e nuove uscite sarà il gruppo su FaceBook (I hope some day you will join us…).

Ecco cosa voglio realizzare per “fare gruppo” sul Web.

Immagina un’evento al Blu Moon River, magari un’aperitivo il venerdì sera, all’uscita dall’ufficio. La Bea si preoccuperà dei crostini, delle olive e del vino. Manca ancora qualcosa? Credi che nell’era del web 2.0 serva ancora il DJ?
Bè forse no.

Potremmo chiedere ad ogni cliente affezionato di aprire un account su Last Fm (probabilmente molti di loro ce l’avranno già) e li collegheremo fra loro. Chiederemo ad ognuno, ogni volta che passa una canzone che “ci potrebbe anche stare”, di taggarla con un nome precedentemente stabilito, ad esempio “aperitivo_blu_moon_river”.

In questo modo avremo creato una radio perfettamente in linea con i gusti musicali dei clienti affezionati e, la sera dell’aperitivo, il Dj dovrà semplicemente collegare un pc al mixer ed avviare il player di Last FM. La radio  “aperitivo_blu_moon_river” comincerà a girare musica selezionata dai partecipanti.

Attenzione, i tag di Last Fm, vengono visualizzati in home per quantità, quindi potreste taggare, che ne so, Nevermind dei Nirvana con l’etichetta “oggi_mi_gira_col_capo” e questa non arriverebbe mai in una parte visibile del sito (se l’avete già fatto potete tirare un sospiro di sollievo). Le tag sono mostrate in base alla loro popolarità

Le potenzialità diagonali delle tag in questo senso sono infinitamente superiori a quelle verticali.
Il gruppo d’ascolto in questo modo genererà una classifica interna basata sugli ascolti degli iscritti, che in questo caso sono anche i clienti del negozio. La Bea potrà avere un dato qualitativo sui gusti dei clienti e allestire una giacenza più vicina ai propri consum-attori.

L’esperimento potrebbe essere ripetuto variando il decennio di riferimento, ad esempio il venerdì successivo, il tema dell’aperitivo potrebbero essere i magici ‘70. Avremmo altri dati e i clienti troverebbero il negozio sempre più in linea con le proprie preferenze. Meraviglioso!

Francesco ha scritto questo post il 22nd dicembre, 2008 | File Under Social Network | 7 Comments -

Social Network contro Blog

Da qualche tempo gira un’eblematico spot di Enel: Gesti Dimenticati. Da bravo conservatore dei beni, vivo lo spot con un po’ di nostalgia: io ascolto ancora i dischi sul vinile e non sono sicuro che il passaggio al cd, poi al dvd, poi a blu ray, poi … etc etc sia stata una gran innovazione. Credo però che i nostri pronipoti studieranno il passaggio epocale sui libri, nel capitolo dal titolo “Dall’Homo Analogicus all’Homo Sedis con Telecomandibus”.

Ricollego lo sciagurato passaggio dalla lettera di carta alle bollete telematiche, al recente dibattito Blogging Vs. Social Networking, forse perchè sempre di passaggio di consegne si tratta.
Molti ne stanno parlando, alcune personalità di spicco abbandonano i propri blog (Jason Calacanis, Robert Scoble, …) per approdare sulle brevilinee spiagge di Twitter, Mantellini e Lupi spendono inchiostro sull’ultimo Nova, il TagliaBlog affronta la cosa in modo pragamatico.
Ecco cosa ne penso io.

Il Web 2.0, quello segnato dalla condivisione e dalla partecipazione è stato il web dell’user generated content. Quello che “i contenuti son davvero importanti, non quelli istituzionali, ma quelli veritieri scritti dagli utenti”. Se questo era il motto, il blog era il mezzo e poch’importava che occorresse tempo per scrivere “robba buona”, del resto wikipedia non fu costruita in un giorno.

D’un tratto la parola d’ordine sembra essere Social Network, ma i contenuti dove sono?
Non ci eravamo detti che internet è meglio della tv perchè è partecipativa e i risultati si dimostrano? Pensi che su FaceBook sia implementabile un behavioural targeting talmente preciso, da far uscire a monitor pubblicità in target con il gruppo “1 milione di persone che odiano Berlusconi”? O che Twitter sarà mai in grado di proporre annunci inerenti al tuo micropost di 140 caratteri?

L’esplosione del Social Networking è cosa certa, è cosa di questi giorni, ma che soppianti il blog o l’user generated content in genere ho dei dubbi. Saresti disposto a rinunciare ancora al tuo web contestuale, dove la reperibilità dei contenuti è una tua azione volontaria, a favore di uno flusso di connessioni sulla base di amicizie spam senza controllo e senza contenuti?

Nessun passaggio di testimone dunque, almeno secondo me. Social Network, Microblogging e Blogging sono destinati a dominare insieme la prossima media-era.

Chi abbandona il blog per il social network, è solo più pigro o forse più ricco di quando ha cominciato.

Francesco ha scritto questo post il 14th novembre, 2008 | File Under Social Network, Web Marketing | 5 Comments -

FaceBook

Sociale: che riguarda la società (Vocabolario Etimologico di Pianigiani).

Facebook in Italia, dati alla mano, risulta l’unico fra i cosidetti Social Network ad avere realmente una diffusione sociale. Forse solo Twitter con una crescita costante riesce a tenere il passo.
L’affermazione di Facebook nel nostro paese ha avuto una gestazione lunga ma un’esplosione repentina.

In questo post non analizzerò il fenomeno Facebook, altri colleghi/amici lo hanno già fatto in modo megliore di quanto potrei fare io. A fine post ho elencato una serie di questi articoli che forse potrebbero interessarti.

E’ giusto sottolineare che i “5 errori” (in realtà 4) sono comunque evitabili con un po’ di buonsenso e avendo cura delle amicizie che scegli di approvare. Cominciamo.

Errore Uno. La possibilità di taggare i soggetti nelle foto, collegandoli con un link al corrispettivo profilo, è una finezza degna di nota, ma non priva di rischi. Questa funzione comporta che qualcuno possa pubblicare una foto in cui tu sei presente, identificandoti e collegando la foto al tuo profilo. Qualsiasi sia la foto caricata e qualsiasi cosa tu stessi facendo quando ti hanno immortalato, non hai un grosso controllo su questa cosa. Le foto in cui compari e in cui di fatto sei identificato in modo inequivocabile, sono visibili anche da chi non è tuo amico. Le foto in cui ti hanno taggato vengono inserite automaticamente nel tuo profilo, il link è sotto il tuo avatar.

Errore Due. Facebook è sempre più utilizzato anche da persone che si affacciano al social networking per la prima volta. Se ti registri con il tuo nome e cognome e la tua presenza online si limita a Facebook e poc’altro, il tuo profilo si presenterà nelle prime posizioni su Google. Ricordati che se scegli di iscriverti a Facebook, non avrai solo le visite degli utenti del social network, ma anche quelle di chi digita su Google il tuo nome, magari i tuoi genitori, tuo marito, o l’azienda con cui hai fissato un colloquio la settimana prossima. Presta attenzione alle amicizie che decidi di accettare.

Errore Tre. Decidere di non iscriversi a Facebook per non esporsi, è una decisione che non condivido ma rispetto e comunque molte volte non è sufficiente. I tuoi amici, visto che non ti decidi, potrebbero pensare di registrare una pagina fan dedicata a te. Tu avresti davvero scarso controllo su questa cosa, se c’è questo rischio precedili e crea un tuo account.

Errore Quattro. Ultimamente dai miei “amici di facebook” ricevo tantissimi inviti ai gruppi più svariati. La cosa non mi dispiace, apparte il fatto che se elimino la mail ignorando l’invito questo si ripresenta più volte. Come linea di principio aderisco solo ai gruppi verso i quali ho reale interesse, tralasciando quelli “pseudo simpatici”. Hai mai pensato che aderire ad un gruppo “carino” potrebbe risultare compromettente se riaffiorasse al momento meno opportuno? Non sono di quelli che “l’abito fa il monaco” ma, obbiettivamente, aderire al gruppo “1 milione di persone che odiano Berlusconi” potrebbe precluderti alcune opportunità.

Errore Cinque. Il 5° errore da evitare, se ti occupi di web in un modo o nell’altro, è di non aprire ORA un’account su FaceBook.

Concludo con un interrogativo, che fortunatamente anche altri colleghi sembrano porsi. Molte aziende italiane utilizzano Facebook per azioni di Web Marketing. Non mi dilungo oltre, ma credo che le manifestazioni territoriali dei gruppi che si formano su Facebook, come i raduni o i meeting, rappresentino un kpi valido per le azioni aggregative intraprese a fini promozionali su questo social. Ma quando questo non avviene, in che modo è possibile valutare il ROI di un’azione di Marketing intrapresa su Facebook?

Se ti interessa questo argomento forse dovresti leggere:
Web marketing su Facebook, un esempio brillante di Maurizio Petrone
FaceBook prime impressioni di Nicola Briani
… e l’Italia scoprì Facebook di Sante J. Achille
Facebook. Davvero un social per il Web Marketing? di Marco Ziero

Francesco ha scritto questo post il 3rd novembre, 2008 | File Under Social Network | 9 Comments -

In tutte le aziende in cui ho lavorato da impiegato, quando i miei titolari facevano il giro degli uffici con i clienti importanti pensavo sempre: “Perchè già che ci siamo qualcuno non mi allunga le noccioline?!?”.

Scherzi a parte, credo che per capire che aria tira in un ufficio il modo migliore sia fare un tour fra le scrivanie fuori orario di lavoro. Lavagne scarabbocchiate, fogli e poster appesi al muro, oggetti alla rinfusa sulle scrivanie, loft o open space, tutti possono scrivere su una brochures “ambiente giovane e dinamico”, ma a volte uno sguardo vale più di mille slogan.

Ho trovato in giro alcuni scorci della mie start up 2.0 preferite, ve li propongo in ordine assolutamente casuale, con quale ufficio cambieresti, anche ora, il tuo?

ebay (il mio profilo)
Ufficio di eBay

LinkedIn (il mio profilo)
Ufficio di LinkedIn

Google
Ufficio di Google

Twitter (il mio profilo)
Ufficio di Twitter

Songbird (un browser con lettore multimediale e autodiscovery incorporato)
Ufficio di Songbird

Jaiku (Piattaforma di microblogging analoga a Twitter rilevata da Google nell’Ottobre 2007)
Ufficio di Jaiku

Skype
Ufficio di Skype

Runway
Ufficio di Runway

FriendFeed (il mio profilo)
Ufficio di FriendFeed

Ok, forse ci sono un paio di Fake.

Francesco ha scritto questo post il 2nd ottobre, 2008 | File Under Social Network | 4 Comments -

Social Network

IL ROI (Ritorno dell’Investimento) sulle attività legate ai social network è un argomento che mi ha sempre affascinato. Prima di tutto perchè non si tratta di una valutazione lineare: i social network sono realizzati per creare legami e non per intraprendere attività di marketing.

Inoltre per valutare l’efficacia di un’azione promozionale intrapresa attraverso un social network ci vuole fantasia e questo mi stimola. Ad esempio qualche tempo fa, su un altro blog, ho parlato di come un locale potrebbe ricavare informazioni importanti sui propri consum-attori, “semplicemente” creando un gruppo su Last.Fm.

Come avrai capito non sono uno di quelli che si butta sui social network semplicemente perchè se ne parla in rete. D’altronde mi viene per lo meno da sorridere quando Mazda mi invita a diventare suo amico su Facebook.
Credo che la presenza sui canali sociali del web, a fini “markettari”, sia d’obbligo quando lo si fa per raggiungere un pubblico potenzialmente interessato al proprio prodotto.
Attenzione però, spesso si tratta di azioni difficilmente misurabili, da cui è difficile trarre indicazioni su come distribuire il budget delle campagne di marketing dei prossimi anni. Ad esempio, come valutare l’efficacia di un video caricato su YouTube? Monitorando il numero delle Views? Ma se non è nemmeno possibile, ad esempio, escludere il proprio indirizzo IP, calcolare il costo per conversione di quelle visite o tracciare le key di provenienza!

Tutto quello che ruota attorno al mondo dei network sociali mi affascina incredibilmente, ma spesso mi chiedo se siamo noi ad essere consumatori precoci o se il mondo di internet è veramente pronto.

A proposito di questo, recentemente E-Marketer ha pubblicato dati interessanti a proposito di quanto sia diffusa la semplice conoscenza dei social networking fra gli utenti della rete. I numeri parlano di un 54% che non sa nemmeno che cosa siano e di un utilizzo, in Italia, diffuso solo fra un 12% dei navigatori. Vi invito a leggere il post su eMarketer e queste interessanti considerazioni di Federico Calore.

Onestamente questi dati lasciano un po’ il tempo che trovano fra i miei pensieri. Credo che l’attività di social networking sia piacevole, utile per trovare spunti interessanti e da non sottovalutare nemmeno come canale promozionale. Ok, ora sai cosa ne penso io, ma tu? A quali social sei iscritto?

[Messaggio Promozionale ?!?]
Moca (Web Agency di Treviso) sta cercando un SEO scopo assunzione, chissà se dovrà intraprendere anche delle campagne sui network sociali?

Francesco ha scritto questo post il 12th settembre, 2008 | File Under Social Network | 1 Comment -