File htaccess e SEO

Il file .htaccess dei server apache, a dirla tutta, non è una componente prettamente SEO, ma le funzioni che espleta risultano fondamentali per il posizionamento sui motori di ricerca. Per ovvie ragioni, legate alle tematiche di questo blog, mi soffermerò sull’utilizzo SEO del file .htaccess.

I server apache ogni qual volta ricevono una richiesta, prima di eseguirla, controllano l’esistenza o meno di questo file nella cartella del file richiesto o nelle cartelle precedenti. Se l’.htaccess contiene delle regole particolari il server le interpreta in run-time e si configura in modo da rispettare le direttive presenti all’interno del file stesso. Attraverso la configurazione di questo file è possibile riscrivere per intero le URI di un sito, gestire i redirect, proteggere delle dir. con username e password o settare ogni tipo di errore in maniera personalizzata.

In un progetto web ex-novo, con allegata attività SEO, il file .htaccess serivrà principalmente per impostare il corretto funzionamente degli errori (ad esempio la pagina di errore 404) o per generare URI “parlanti” nel caso in cui, un esempio fra tanti, il sito sia dinamico e gestito con URL parametriche.

Le cose cambiano di molto nel caso in cui ci ritroviamo a riprogettare in toto un sito già esistente e con una certa anzianità. In questo secondo caso il file .htaccess può assumere grandezze importanti e deve essere utilizzato, soprattutto, per comunicare lo spostamento di alcune pagine ad un nuovo indirizzo ai motori di ricerca. Questa segnalazione si effettua mediante un redirect 301 (Es: Redirect 301 /vecchia-pagina.php http://www.nome-sito.com/nuova-pagina.php). Segnalare uno spostamento con un 301 serve (in linea teorica) a trasferire anzianità, posizione e PR (al prossimo aggiornamento), dal vecchio file al nuovo.

Compilare il file .htaccess nella seconda casistica è un lavoro molto più lungo e complicato. Necessita grande concentrazione, una fase preliminare di pianificazione e diversi controlli sia prima della messa online che successivamente. L’obiettivo è quello di perseguire un sottile equilibrio fra file recuperati e un’importante mole di header location 404.

Ecco come procedo generalmente con i 301 nel secondo caso. Prima definisco l’albero semantico che dovrà avere il nuovo sito, per essere posizionato per le key di interesse, poi ecco i file che scelgo di includere:

  • individuo le vecchie url, già indicizzate, che potrebbero rientrare nell’albero semantico e le includo nel file
  • includo nell’.htaccess tutte le vecchie pagine che hanno backlink, le trovo segnalate nel Web Master Central Tool di Google
  • includo anche le pagine che hanno PR e quelle che dall’Analytics risultano essere le più visitate

Infine lascio che tutte le pagine poco rilevanti per le key di interesse restituiscano un errore 404.
E’ incredibile come mi senta più vicino ad Indiana Jones oggi, che ai tempi in cui lavoravo veramente come Archeologo.

Tu che file scegli di includere nell’.htaccess e con quale criterio fai le tue scelte?

Francesco ha scritto questo post il 20th novembre, 2008 | File Under SEO | 2 Comments -

Come creare una solida Link Popularity, velocemente e senza spendere un €uro. Ovvero: Come diventare Link Ninja senza scrupoli (non è un incoraggiamento). Un vademecum di 3 post.

Indice dei post
1. Wikipedia: il registro dei cattivi
2. Ottinei centinaia di link in maniera automatica e (quasi) gratuita
3. Registra blog già a PR 3 e 4 (questo è un contenuto speciale solo per gli iscritti al feed)

Link Popularity Fast Food

Ottinei centinaia di link in maniera automatica e (quasi) gratuita

Se sei qui probabilmente avrai già letto parecchie risorse sulla Link Popularity. Da manuale il link migliore è quello spontaneo e non contraccambiato, ma è anche il più dispendioso e spesso non è il più adatto alla tua situazione.
Sempre sullo stesso manuale avrai letto che creare un tema per un blog e renderlo downloadabile gratuitamente, con un link al tuo sito nel footer, è un modo per incrementare la tua popolarità online.
In merito a questa tecnica ho avuto diverse esperienze, sfatato miti e scoperto cose nuove, cercherò di riassumerle qui.

Negli ultimi anni lavorativi, ho avuto parecchio da fare con i blog, del resto chi non ci ha lavorato sopra? Oltre ad averne aperti a decine, con tutte le finalità possibili, corporate, multiautore, personali, made for adsense e quant’altro, mi è anche capitato di “ereditare” 2 blog un tempo appartenenti a disegnatori di template.

Mi sono reso conto che i blog con la miglior link popularity, nel mio caso su piattaforme gratuite, sono i blog di chi realizza template. I “coinquilini” precedenti a me, erano soliti rilasciare template con un link nel footer. Io ho necessariamente ridefinito la semantica del blog, convertendo il topic principale da “design” e “grafica” ad un altro argomento.
Il blog ha quasi immediatamente acquisito credibilità agli occhi del motore di ricerca, anche con la nuova tematicità. La link popularity “footer-style” ha tenuto. Questa è la prima considerazione.

In secondo luogo mi è anche capitato di finanziare un template per wordpress al fine di apporvi il mio link a fondo pagina. La cosa ha funzionato, aiutando la popolarità della risorsa che volevo promuovere.

Ecco le cose da tenere in considerazione quando ci si approccia a questa tecnica:

Commissiona/realizza un tema che già senza personalizzazioni si adatta alle tematiche della risorsa che vuoi promuovere. Se stai posizionando un e-commerce di elettronica disegna un tema appetibile a bloggers amanti dell’hi-tech, questo aiuterà ad avere backlink minimamente tematizzati.

Man mano che i post del blog di chi sta utilizzando il tuo tema aumentano, aumentano anche i tuoi link. Che il numero di inbound link verso il tuo sito aumenti graduatamente è realistico e positivo per i motori di ricerca.

Una volta realizzato il tema, non renderlo reperibile solo sul tuo blog personale, ma inoltralo ai siti che collezionano e redistribuiscono gratuitamente template.

In conclusione mi sento di consigliare questa tecnica che, trovato il designer adatto, ti permette di creare una fonte di link costante nel tempo. Tuttavia io stesso non la utilizzerei per siti da piazzare in serp troppo competitive, al contrario è un’ottima risoirsa per rafforzare la popolarità del network di siti paralleli.

Una notizia importante
Contrariamente a quanto avevo pensato inizialmente, la terza puntata di questa serie sulla link popularity non sarà pubblica. Il post su come registrare blog con PR 3, 4 e 5, in modo gratuito, sarà consultabile solo dagli abbonati al feed.
Il mio feed è questo e trovi degli ulteriori dettagli su questa decisione qui.

Francesco ha scritto questo post il 20th ottobre, 2008 | File Under SEO | 8 Comments -

Come creare una solida Link Popularity, velocemente e senza spendere un €uro. Ovvero: Come diventare Link Ninja senza scrupoli (non è un incoraggiamento). Un vademecum di 3 post.

Indice dei post
1. Wikipedia: il registro dei cattivi
2. Ottinei centinaia di link in maniera automatica e (quasi) gratuita
3. Registra blog già a PR 3 e 4 (questo è un contenuto speciale solo per gli iscritti al feed)

Link Popularity Fast Food

Wikipedia: il registro dei cattivi

Questo post parte da 2 presupposti. Il primo: tutti i black hat seo e i grey hat seo hanno messo almeno una volta, in gioventù, un link su Wikipedia per il proprio tornaconto personale. Il secondo: chi mette link su Wikipedia ha bisogno di link: come te.

Tutti vorremmo dei backlink (verso siti nostri o dei nostri clienti) su risorse in trust e a tema, ma oltre ad essere la condizione migliore è anche la più difficile da ottenere. Per fare questo ci sono solo pochi modi, costruire un circuito di siti paralleli, ottenere i link spontaneamente meritandosi una citazione, o acquistarli sperando che nessuno faccia la soffiata a Google. Tutte queste soluzioni sono molto dispendiose e non tutti i nostri clienti dispongono del budget necessario.

A volte per “far fondo”, dobbiamo accontentarci di link meno prestigiosi, magari compensando con la quantità. Per questo servono interlocutori in grado di comprendere subito la nostra proposta, in poche parole serve qualcuno che abbia bisogno di link quanto noi, tanto da aver messo in passato un link su Wukipedia.

Ecco come trovare i partner ideali per lo scambio link. Di solito per ogni voce di Wikipedia ci sono almeno un paio di link spam, dalle finalità puramente commerciali. Sicuramente chi ha inserito i link lì sa cos’è uno scambio link ed è ricettivo da questo punto di vista. Non solo, visualizzando la “cronologia” degli interventi su ogni voce dell’enciclopedia, è possibile avere una piccola rubrica dei “collegamenti esterni” rimossi o aggiunti nel tempo, all’interno delle voci di tuo interesse. In questo modo avrai un elenco di “webmaster” da contattare e una buona percentuale di successo sugli scambi.

E tu? Quando si palra di link, dove ti porta la tua vena maliziosa di White Hat Seo?

Francesco ha scritto questo post il 13th ottobre, 2008 | File Under SEO | 3 Comments -

Link Popularity

La Link Popularity è uno dei fattori più incisivi per il posizionamento di un sito, lo è da anni e le cose sembrano destinante a rimanere così ancora per un po’, nonostante i tanti rumors.
In questo post non spiegherò cos’è la link popularity, perchè è importante o come scrivere il codice per un buon backlink. Piuttosto prenderò in analisi due filosofie diverse con cui le Seo Agency affronatano questo punto cardine del loro lavoro.

Premessa: fare SEO e posizionare siti, sono due concetti differenti. La SEO è l’ottimizzazione per i motori di ricerca, è un atto preliminare (quando è possibile) obbligatorio se si vuole posizionare un sito, ma di per se non basta. Per posizionare un sito bisogna ricorrere a diversi fattori off-site che presuppongono a monte un’intervento SEO.
Le Seo Agency di solito ottimizzano o posizionano, in entrambi i casi la cosa viene espletata in un contratto.

Ecco due modi per implementare la Link Popularity di un sito.

Una Seo Agency può decidere di accollarsi lo scambio link, contattando potenziali partner e contraccambiando con link posti sui siti paralleli del proprio circuito. In questo caso al termine del contratto, si stacca la spina e c’è la possibilità che i link vengano rimossi. Il posizionamento salta e la Web Agency no, perchè finchè le due parti collaboravano i piazzamenti erano sù. In questo caso l’ Agency avrà il coltello dalla parte del manico al momento del rinnovo del contratto.

Oppure la Seo Agency può far valere il proprio Know How, vendendo cara la SEO ed insegnando al cliente come fare scambio link. La moneta di scambio possono essere le poche risorse web in mano al cliente, o una pagina “scambio-link” creata ad hoc all’interno del dominio da promuovere (soluzione peggiore delle due).
In questo caso se salta il posizionamento salta anche la Web Agency, ok generalmente ci sono tutele contrattuali del tipo “Se non fai scambio link non sali”, ma se qualcosa va storto la percezione sarà comunque quella di aver lavorato con una Web Agency scadente.

Tu, insegni ai tuoi clienti come fare scambio link, o è una cosa di cui ti occupi in prima persona?

Francesco ha scritto questo post il 9th ottobre, 2008 | File Under SEO | 3 Comments -

Google

Chi mi conosce meglio sarà stupito di vedere il logo di Google sul mio blog. Mi piace parlare di Google, delle sue tante luci e delle altrettante ombre, ma raramente i miei post parlano di lui e il mio blog non è la cassa di risonanza delle sue tante novità.

Questa mattina (l’altroieri nda) sono rimasto stupito nel vedere questo logo celebrativo per i 10 anni dalla nascita del motore di ricerca. Prova a ricordare tutti gli Holiday Logos di Google, noti qualcosa di diverso fra questo e gli altri (apparte la cornice dello specchio che ho aggiunto io)? Io sì, per me questo logo non ha nulla a che vedere con tutti gli altri.

E’ la prima volta che vediamo in un logo di Google, che sia inerente ad una festività, ricorrenza o ad un proprio compleanno, qualcosa che si riferisce a lui medesimo. Nessuno ha chiesto ad un bambino di elaborare una rappresentazione di Google, questo logo esce da Mountain View. Google per la prima volta ha inserito nel logo un elemento che rappresenta se stesso. Ok, è vero, il logo stesso è di per se un rappresentante dell’azienda, se scegli di apportare delle modifiche ad un logo e le modifiche sono rappresentazioni di concetti esterni che vuoi assecondare in qualche modo (Lego, Olimpiadi, Mondiali, Astronautica…etc etc), allora tutto fila liscio. Ma se nel TUO logo metti qualcosa che ancora rappresenta la TUA azienda, allora mi dici qualcosa in più di TE, qualcosa che in fase di studio del logotipo avevi pensato di non volermi comunicare.

Google poteva inserire molte cose al posto della L, avrebbe potuto stampare qualcosa che ricordasse quello per cui noi lo apprezziamo: la qualità dei risultati, la precisione e la gratuità delle ricerche… etc etc. Ha scelto un server.

I server di Google sono macchine su cui risiedono file e dati PUNTO. Noi possiamo interrogare quesi server ma i dati stanno lì. Se mi avessero chiesto di disegnare il logo per questa ricorrenza, avrei disegnato la Blasi che fà una query sulla home di Google (magari cobrandend Vodafone). Invece il logo l’ha disegnato Google e per come la vede lui, tu puoi fare le query ma lui ha i dati, lui E’ quei dati.

Sui server di Google (80.000 nel 2004 e già 450.000 nel 2006, oggi non sappiamo) c’è tutto il web in cache (se non ci sei non esisti), le tue mail, le tue foto, i tuoi gusti, le statistiche dei tuoi siti (se ne hai), quello che leggi, quanto guadagni con adsense e i siti che navighi (se ti sei scordato di disattivare Cronologia Web, che per la cronaca è attiva di default) e molto altro ancora.

Hai notato che il server è impacchettato?
Sì esatto, quello è il tuo regalo, il mio e un po’ quello di tutti. Auguri Google.

Per oggi voglio pensare che il motto di Google sia “Don’t be evil, I know what you are doing”, ma solo per oggi.

Francesco ha scritto questo post il 29th settembre, 2008 | File Under SEO | No Comments -