Nuclear SEO

Ecco una storia interessante se ti occupi di web reputation.

A Giugno, in una serata di navigazione, mi sono imbattuto in Nuclear SEO. Grafica e nome intriganti, anche se un po’ radioattivi.
Non mi sono soffermato a leggere tutta la landing page, e qui sta la mia prima leggerezza, non solo, ho anche pensato di rilasciare sul web (via twitter) il mio personale commento (poco lusinghiero).
Ora, se fossi in piazza, non mi permetterei mai di commentare i gusti di un passante che ha un modo di vestirsi eccentrico, e credo che sul web debba essere lo stesso.

Quando a 17 anni un tizio mi parlò di ICQ, la presi nell’unico modo in cui potevo prenderla, con il mio solito entusiasmo e con il mio solito senso critico: “dirò solo quello che avrei il coraggio di dire anche nella realtà”. E così pensavo di poter evitare il sottile inganno del web che ti permette di tirare sassi pesanti da dietro un monitor.

Con Nuclear SEO ammetto di esser stato un po’ frettoloso, contattato dal cordiale Walter Brian Picciuti Losito, abbiamo concordato di rilasciare un commento dell’eBook, ma solo dopo averlo letto e così ho fatto. Qui sotto potrete leggere il mio parere in poche righe.

Non è che sia pentito della Twitta, poichè sono un po’ stanco di questo modo sensazionalistico di fare promozione online. Nuclear Seo, Extreme, Experience sono trasposizioni di un format “americano” che evidentemente funziona, ma che tradisce in partenza un contenuto che difficilmente sarà mai “estremo” per quanto valido (e appetibile). Almeno secondo me.

Di Walter Brian Picciuti Losito mi è piaciuto il modo di monitorare il suo prodotto, è intervenuto praticamente poche ore dopo la twittata ed è così che si dovrebbe fare.

Io credo che ci siano diversi tipi di SEO, ne parlavo 2 settimane fa con Fabio Sutto. Fra le tante sfaccettature di questa figura professionale c’è il SEO scrupolosamente Withe Hat, quello che lavora secondo le regole e raggiunge risultati durevoli nel medio lungo termine. C’è poi quello Black Hat, in grado di raggiungere risultati incredibili in tempi minimi ma con una durata variabile (tendente al breve termine).
Nuclear SEO, si rivolge a chi conosce già bene le regole del gioco e sta cercando dei modi originali per oltrepassarli. Credo che un SEO alle prime armi, con SEO Nuclear in mano rischierebbe il ban da Google in tempi record. Non è uno step by step.

Tuttavia se sai quello che stai facendo, e perchè lo stai facendo, Nuclear SEO può essere il passo successivo. Tecniche di link building originali e a volte bizzarre, come ottenere link da siti .gov e .edu ed altre chicche del genere per costruire una link popularity importante in tempi record, ma non certo un manuale SEO completo.

Sconsigliato: a chi sta imparando, o a chi si sta chiedendo cos’è la SEO (certe affermazioni ad efetto potrebbero fuorviare)
Consigliato: a chi ha fretta e vuol mettere la 5°

Francesco ha scritto questo post il 7th settembre, 2009 | File Under SEO | 5 Comments -

… poi Google decise che si poteva fare di meglio.

Premetto che: deciso a superare l’incombenza dell’overflow information, ho pensato di fissare su mappe concettuali alcune conoscenze a zonzo nella mia testa. Dallo schema “how search engine works” condivido qualche passaggio, che spesso diamo per scontato ma che, sono sicuro, sarà utile a chi è più giovane in questo mestiere.

Precision & Recall

Quando compiamo una ricerca su un qualsiasi motore di ricerca, fondamentalmente rientriamo in una di queste tre categorie: Informational (documenti o informazioni desumibili anche in SERP, notoriamente l’80% delle ricerche ricadono in questa voce), Navigational (navigazione siti web), Transictional (ricerca di servizi web). Google a seconda del tipo di ricerca, propone determinate SERP, non interpretando la volontà di chi interroga, ma desumendola dal tipo di query.

Qualsiasi motore di ricerca, anche quello interno a un sito - so che è difficile non pensare a Google, ma fate uno sforzo, esistono anche altri motori - fornisce dei risultati valutabili per precision & recall.
Precision è il grado di pertinenza della lista dei risultati proposti con la query effettuata dall’utente. La pertinenza può andare dal “pattern matching”, caso in cui lo spider trova delle pagine che contengono una corrispondenza precisa con la query, a risultati che sfiornao soltanto l’argomento.

Precision= il rapporto fra il numero dei documenti rilevanti recuperati e il totale dei documenti rilevanti della raccolta.
Recall= il rapporto fra il numero dei documenti rilevanti recuperati e il totale dei documenti della raccolta.

Stemming

Chi ha nel proprio sito web un motore di ricerca interno, sa che dovrà scegliere quale bilanciamento fra Recall e Precision adottare. Semplificando molto è possibile affermare che quando il motore adotta un sistema di automatic stemming, se questo è debole, i risultati avranno una minore recall e una maggiore precision.

Lo stemming espande la query individuando documenti che non solo contengono la key digitata dall’utente ma anche parole derivate, con la stessa radice o semanticamente affini. Lo stemming è la capacità dell’algoritmo di formulare diversi termini partendo da una data radice (stem). Definizione non enciclopedica, ma che rende l’idea di questo concetto applicato al nostro settore.

Lo stemming viene utilizzato durante il processo di parsing delle pagine web, quando il crawler separa il testo dal codice, e i termini vengono riconosciuti per la loro radice. In questa fase cartone, cartoncino e cartonato vengono associati al concetto di carta.

In assenza di stemming probabilmente i risultati restituiti saranno solo quelli contenenti pattern matching con la key di ricerca.

Google inizialmente non implementò lo stemming, proprio per la sua peculiarità di basare il ranking non tanto sui contenuti on-page ma piuttosto sui link in entrata, ricordate l’Hyper Search di Massimo Marchiori?
Dal 2003 Google ha scelto la via dell’automatic stemming, per aumentare significativamente il numero dei risultati potenzialmente interessanti, possiamo dire che questo processo fu idealmente ultimato con l’implementazione del Phrase Rank nel 2006.

Algoritmi

I motori di ricerca possono adottare diversi algoritmi per ordinare i risultati richiesti dall’utente. Due dei più semplici ad esempio sono le classifiche per Meta Dati, o per Thesauri - il nome che si usa per indicare una collezione di termini priva di definizioni che hanno in comune fra loro degli aspetti onomasiologici cit. Wikipedia -.

Ovviamente l’algoritmo più efficente è  senz’altro quello di Google, ma non ho certo la presunzione di potervi spiegare le variabili che incidono sull’algoritmo Google.

Nel Web Semantico

Il web semantico potrà migliorare e forse superare il concetto di precision & recall. Ma del resto a chi potrebbero interessare i risultati oltre la decima pagina? Gli addetti ai lavori, e io sarò uno di quelli, potranno certo rallegrarsi che anche dopo la 20° pagina i risultati mostrano un’alta pertinenza, ma a chi altri potrà interessare? La user experience e la percezione della qualità nelle primissime pagine, è il core della ricerca in Google, e forse questo è alla base del raffreddamento di Google nei confronti del web semantico, a favore del wiki, ad esempio.

Del resto una delle poche parvenze del web semantico non viene rilevata solo nel recente Google Squared?

Per concludere.
Per ciò che mi riguarda (ma credo che altri siano o saranno presto nella mia condizione), attraverso un uso sistematico di ToolBar, Analytics, Adsense, Adwords, Gmail, WikiSearch e Google Reader, oggi Google mi conosce così bene per darmi risultati inerenti anche senza il web semantico. Google mi conosce meglio di mia mamma, semantica o no.

Francesco ha scritto questo post il 23rd luglio, 2009 | File Under SEO, Usabilità | 3 Comments -

Segnalo 2 post interessanti sulla Link Popularity, aggiungo considerazioni mie e lancio un monito (tutto in un unico post).
Il primo post da notificare l’ha scritto PsYCHo e l’ha pubblicato Ikaro.net, è propedeutico a tutti quanti per lavoro debbano intraprendere un’azione di Link Popularity.
Il secondo post scritto da Nicola Boschetti per il Taglia Blog racchiude 5 consigli su come trovare buoni link.

A queste due letture consiglio di affiancare la mia mini serie sulla Link Popularity Fast Food.

Poche considerazioni

Al post di PsYCHo mi permetto solo di aggiungere qualche suggerimento in più, per aiutarti ad avere i migliori link possibile per la risorsa che stai promuovendo.

Il principio di massima che dovrebbe regolare qualsiasi scambio link, è quello di simulare una citazione spontanea. E’ chiaro che molte volte l’unica cosa che possiamo fare è di esprimere al nostro interlocutore la nostra richiesta.
Ecco cosa puoi fare per simulare una link popularity spontanea:

Una crescita costante nel tempo di Inbound Link
Scambio link con siti a tema
Link tematizzati, vicino a testo
Link in zone alte del sito, più che nel footer
Scambio recensioni
Richiesta di una pagina cobranded, gestita da te, sul sito del partner

Di conseguenza ci sono delle  cose che è meglio evitare:

Link in un footer affollato
Ancore sempre uguali
Link su siti penalizzati
Link su siti bannati
Link in pagine ad hoc, come scambio-link.html (non sono dannose ma non servono al tuo fine)

Link in entrata e link in uscita cosa incide di più

Se sei un SEO o un’aspirante SEO, prima o poi qualcuno, magari un cliente o il tuo titolare, proverà a dirti come fare il tuo lavoro. Magari acquisteranno o venderanno link, anche a tua insaputa, sul sito web che stai faticando a posizionare. Ti è mai capitato?
Tutto nasce da una banalizzazione e da una cattiva informazione che si genera attorono questa materia, così nuova e in continuo mutare.
Il semplice fatto che non esista un’albo SEO o una laurea SEO, non significa nulla. Per quanto mi riguarda ho trovato molti aspetti della mia laurea più semplici rispetto all’e-learning giornaliero che richiede questa professione.
Perdona l’accorata digressione, era solo per dirti che passi molto tempo a cercare link in ingresso, magari spronato da un committente o dal tuo direttore, quando un solo link in uscita potrebbe rovinare il tuo lavoro.

Con un solo link puoi rovinarti

Non voglio certo scrivere l’ennesimo intervento sul TrustRank, ce ne sono già parecchi, ben scritti ed autorevoli. Ti esorto solo a pensare che un link in uscita dice molto del tuo sito, più di N link in entrata.

Ad esempio, tu non puoi controllare quello che gli altri dicono di te, ma sei responsabile di quello che dici. Se dalla tua bocca esce una sciocchezza, non ci sono raccomandazioni altrui che tengano, la tua reputazione è compromessa e hai fatto tutto da solo.
Per i motori di ricerca valgono regole analoghe. Le citazioni degli altri siti (la Link Popularity) sono importanti per il posizionamento, ma quello che citi tu (i link in uscita, gli Outbound Link) determina la tua credibilità: il tuo TrustRank.

Il TrustRank

Cito da una delle tante traduzioni del brevetto TrustRank presenti in rete:
Per diminuire gli interventi dell’Oracolo (l’intervento umano) è possibile adottare una tecnica basata sull’esperienza che ogni singolo navigatore del web può avere: una pagina buona difficilmente linka una pagina cattiva. Questo perché l’autore di una pagina con una qualità elevata difficilmente ha interesse che venga collegata con pagine con una qualità minore o nulla.

Ecco come tenere sotto controllo i link in uscita

Come avrai capito tenere sotto controllo i link in uscita dal sito che stai promuovendo sui motori è fondamentale.

Avere “un piano” è addirittura doveroso se:
- non ti occupi tu stesso dei testi
- esiste una redazione molto numerosa in grado di pubblicare più articoli al giorno
- l’attività redazionale è il business core del sito che promuovi e tu non puoi farci niente
- la tua committenza pensa che tu debba fare il tuo lavoro a prescindere dai contenuti che loro pubblicano e tu non puoi farci niente
- il sito che devi posizionare ha già centinaia di link in uscita e tu non hai potuto farci niente

In questi casi devi tenere sotto controllo la situazione giornalmente e se prendi in consegna un progetto già avviato, urge una revisione completa. Per analizzare i link in uscita di un sito puoi utilizzare il Web Master Central Tool di Google, ma non te lo consiglio.

Il modo migliore, secondo me, è di utilizzare l’operatore linkfromdomain:TuoSito.com sul motore di ricerca della Microsoft (live.it). Abbina a questa query alcuni plugin di Firefox come Seo Quake, Link Checker e Interclue e avrai un quadro completo delle risorse che il tuo sito linka. Della pagina che linki saprai i suoi inbound link, il suo page rank, la sua anzianità, i temi che tratta e se il link è rotto o meno.

Un’ultima cosa, non pensare di eliminare quest’analisi semplicemente non linkando mai nessuno, questo comportamento estremo è ugualmente dannoso per il tuo posizionamento.

Buona analisi.

Francesco ha scritto questo post il 4th febbraio, 2009 | File Under SEO | 1 Comment -

Indicizzazione dei post di un blog

…tendono ad andare sul fondo.

Tutte le persone che si occupano di SEO sanno che ci sono delle differenze sostanziali fra posizionare un sito e posizionare un blog sui motori di ricerca.
I due strumenti hanno finalità differenti e come tali sono trattati dai motori di ricerca.

Un blog è strutturato in modo da gestire un’importante mole di contenuti, per lo più in ordine cronologico. Non dimentichiamo che un blog è un diario online, che ogni post ha una data e spesso un’orario di pubblicazione e che maggior visibilità viene sempre data all’utlimo post pubblicato.

Al contrario in un sito web, salvo casi eccezzionali, le nuove informazioni vengono pubblicate in favore delle vecchie. Così ad esempio se abbiamo una pagina listino-prezzi.html, all’aggiornarsi dei prezzi, sarà sempre lo stesso file ad essere modificato. Esistono dei casi particolari, come tutti i siti dotati di un’area news o di un archivio.

Questa tendenza, in linea di massima, determina due diverse interazioni con i motori di ricerca.

Un sito internet ha pagine datate che vengono aggiornate con costanza nei mesi. Queste pagine acquisiranno credibilità e migliori posizionamenti con il passare del tempo.
Al contrario il blog “produce” post agili, in grado di soddisfare chi è alla ricerca di contenuti freschi e aggiornati, ma lo stesso post perdendo di attualità è destinato a occupare posizioni basse nelle serp. Esattamente come fa il tartaro in bocca: sedimenta sui denti inferiori.
Esistono delle eccezioni, ad esempio se un buon tutorial continua a confermarsi la miglior risorsa per un determinato argomento, anche un post può detenere una buona piazza (esempio).

E’ possibile rivolgere questa situazione a proprio vantaggio. Individua alcuni post, in topic con il tuo blog, che abbiano numeri importanti come ingressi dai motori. Preoccupati di mantenere aggiornati quei post, con rettifiche, novità, notifiche e quant’altro. In questo modo le visite che arrivano sui post vecchi, non avranno la sensazione di essere capitate su un contenuto obsoleto o peggio su un blog poco aggiornato. Linka gli stessi post dalla home, riproponili come “Articoli consigliati” o “Post più letti” (se lo sono davvero). Questi post continueranno ad essere commentati e a ricevere parecchie visite, preoccupati di segnalare da quei post altre risorse utili del tuo blog o le modalità tramite cui abbonarsi.

Un’utilizzo geniale di questo metodo puoi riscontrarlo sul blog di Francesco De Francesco, che coerentemente con la decisione di interagire con i corsisti tramite blog, ha deciso di pubblicare i calendari tramite post. Al rinnovarsi dei calendari non pubblica nuovi post, ma si preoccupa di aggiornare i contenuti già esistenti, come ha spiegato qui.

Ok, ora al via i retroscena: la scorsa settimana ho avuto una pulizia dentate. Durante l’ora scarsa, da buon curioso, ho imparato un paio di cose e formulato una metafora con la SEO.

La cosa che ho imparato è che da qualche anno il tartaro, che ognuno di noi ha (in bocca e sul blog), si scalfisce dal malto con gli ultrasuoni. Fantastico!

La metafora SEO è quella che hai letto sopra, ora è il tuo momento: devi essere sincero con me!
Secondo te:
A) Sono fissato e vedo motori di ricerca ovunque
B) I motori di ricerca sono effettivamente ovunque
C) Dovrei trovarmi un hobby che non coincida con il mio lavoro
D) Altro

Francesco ha scritto questo post il 11th dicembre, 2008 | File Under SEO | 3 Comments -

I Duellanti

Qualche settimana fa scrissi una serie di post dedicati alla link popularity. La serie s’intitolava “Link Popularity Fast Food” e spiegavo qualche suggerimento pratico e poco conosciuto su come incrementare il proprio numero di inbound link.

Voglio aggiungere a quei suggerimenti una regola di massima che devi sempre tenere a mente, soprattutto quando intraprendi delle azioni volte ad incrementare la tua link popularity in maniera artificiosa.
Hai presente I Duellanti, il debutto alla regia di Ridley Scott?
La singolar tenzone fra i due Ussari protagonisti del film, non trova subito il suo vincitore e finisce per ripetersi talmente tante volte da divenire gesto meccanico.
A fine film lo spettatore e i duellanti hanno completamente scordato qual’era lo scopo iniziale.

Qualsiasi cosa tu abbia letto sulla link popularity, qualsiasi cosa ti abbiano insegnato sullo scambio link, qualsiasi cosa tu oggigiorno stia facendo per aumentare il numero dei tuoi link in ingresso, non smettere mai di chiederti questo: “perchè lo sto facendo?”

Senza i link internet semplicemente non esisterebbe, è per questo che 10 anni fa Page e Brin, banalizzando molto, presero questo parametro come indicatore per la popolarità di un sito. Quello che a distanza di 10 anni è cambiato, è che l’algoritmo oggi è molto più bravo a riconoscere una citazione spontanea da una forzata, comprata o scambiata.

Blog paralleli che linkano ripetitivamente una (ed una sola) risorsa, footer affollati di link, ancore tutte uguali, link mai cliccati, link che si ripetono in ogni pagina perchè inclusi nel footer, evita semplicemente tutto questo.

Non starò a raccontarti che devi meritarti quei link scrivendo buoni contenuti, questo genere di tattica funziona con pochi grossi clienti, che hanno risorse per intraprendere azioni virali in modo sistematico.
So benissimo che lo scambio link in molti casi è la via più veloce, se non l’unica, per questo ecco il mio consiglio: abbi premura che ogni link sia inserito in modo contestuale all’interno della pagina ospitante. In altri termini: se dovessi segnalare una risorsa utilissima ai tuoi utenti, dove linkeresti la risorsa, in che posizione? Cerca di ottenere le stesse condizioni per i tuoi inbound link.
Piuttosto rinuncia al link, meglio guardare alla qualità.

Francesco ha scritto questo post il 28th novembre, 2008 | File Under SEO | 3 Comments -