
Ci sono SEO notoriamente conosciuti e SEO riservatamente cazzuti.
I primi spesso hanno un naturale bisogno di comunicare, condividere e raccontarsi i secondi sono “solo” concentrati nell’eccellere.
Michal Gawel di _SEO LAB_ non è certo nella classifica di BlogBabel, ma se c’è qualcuno del cui consiglio mi fido più di un test eseguito da me stesso, questo è lui.
Ho conosciuto Michal al 1° Convegno Gt, quando ancora faceva domande intelligenti in una maniera imbarazzante, poi ho avuto modo di parlarci e di “frequentarlo” tramite skype.
Ci accomunano una visione pragmatica della SEO, intuito verso il Search, spirito d’iniziativa e l’amore per il calcio “di una volta”, quando una punizione di Ronald Koeman ci lasciava ancora a bocca aperta.
Visto che parteciperò ad uno dei Corsi SEO che stanno organizzando a Milano, Roma e Torino, ho pensato di rivolgere a Michal qualche domanda. Mi ha risposto con anticipazioni e validi suggerimenti.
Ecco l’intervista.
Ciao Michal e grazie per la tua disponibilità. Ti va di raccontarci un po’ chi sei, cosa fai e come sei arrivato a questo lavoro e a questi livelli?
La mia avventura con il web è cominciata 8 anni fa quando ho pubblicato il mio primo articolo su un piccolo sito. Impazzivo all’ idea di diventare giornalista sportivo, e quindi pubblicavo in giro i miei articoli. Dopo alcuni mesi mi sono reso conto che per farmi un nome avrei avuto bisogno di scrivere in grossi portali visitati da migliaia di persone al giorno. Essendo molto giovane non potevo ancora ambire ad entrare in circuiti seri, e quindi nel 2003 ho deciso di creare una testata amatoriale per conto mio. Un portale di calcio (sviluppandolo ho appreso discretamente le conoscenza tecniche legate al Web) che in meno di un anno è diventato uno dei più visitati in Polonia, ho velocemente trovanto il main sponsor (Birra Lech, una della più conosciute in Polonia). Di quel periodo mi è rimasta quindi la soddisfazione di poter scrivere di calcio dove e come volessi e di aver trovato un lavoro calzato su di me e i miei 2-3 amici con cui collaboravo, adesso loro scrivono per giornali nazionali in Polonia. (abbiamo formato veramente un bel gruppo).
3 anni fa volendo ampliare la mia esperienza giornalistica sono arrivato in Italia, e in meno di 6 mesi… sono diventato un SEO. Com’è successo? Credo che la nostra professione sia un mix di comunicazione e marketing, know-how tecnico, statistico, e anche intuizione personale nella gestione dei progetti e dei siti web in generale. Insomma, 3 anni fa non mi rendevo conto che nel mercato lavorativo esistesse una figura professionale che legasse con armonia tutte le competenze che possedevo. Bastava unirle tutte, aggiungervi del know-how sul meccanismo dei motori di ircerca (Information Retrieval) e cominciare ad imparare sul campo il mestiere SEO.
Sicuramente ho ancora tanto da lavorare, quindi non mi sento di dire di essere al top. Indubbiamente ringrazio tutto lo staff di Bakeca che mi ha fatto decollare sia a livello professionale che personale. Il mio primo giorno in ufficcio da Bakeca ha dato una svolta a tutta la mia vita. E da lì che pian piano è nata Seolab Web Marketing, la società di cui sono uno dei fondatori, e che da due anni è partita con la missione di conquistare con i suoi servizi i cuori degli amministratori delegati e dei direttori tecnici di tutt’Italia.
Non nascondo che parteciperò al tuo corso SEO a Roma ed è l’unico momento di formazione che ho pianificato per il 2008/2009, non mi perderei mai un corso tenuto, fra gli altri da te. Perchè avete deciso di dedicarvi alla formazione?
Scelgo le due spiegazioni: una buona e una cattiva. Credo che entrambe siano giuste.
Cattiva: il mercato delle consulenze in Italia è ancora molto sottovalutato, quindi un ottimo modo di valorizzare un immenso know-how che possediamo sono i corsi SEO. Seguendo dei corso di valore come il nostro e apprendendo tecniche, teorie e trucchi su questa ampia e complessa attività, è possibile riuscire e a guadagnare cifre notevoli anche senza avvalersi di una consulenza esterna da parte di professionisti. Inoltre i corsi costituiscono un ottimo strumento di Branding della società di consulenza.
Buona: Mi piace, mi piace, mi piace! trasmettere qualcosa di mio ad altre persone, condividere. E mi fa un ancora più piacere poter parlare in pubblico, insegnare, e vedere le facce dei miei allievi contente e illuminate. Facendo i corsi mi sento compiuto e realizzato, perchè posso sentire direttamente il grado di soddisfazione e passione che emerge dai partecipanti, posso affascinarli subito, in quel momento particolare. I corsi sono quindi per me un medium ottimale per esprimere me stesso.
La mia stima nei tuoi confronti non è immotivata, hai idee sempre originali e supportate da valide motivazioni. Ad esempio so che a proposito della Link Popularity ha un’idea tutta tua ed anticonformista…
Infatti, credo che alla fin fine sia la link popularity che stabilisce il successo di un sito per due motivi:
1. Sono i link il fattore meno manipolabile e quindi decisivo nella valutazione del sito da parte dell’algoritmo Google
2. Avendo tanti link buoni costruisci il vero valore Brand, che ti rende indipendente dai motori di ricerca. In poche parole, smetti di guardare con ansia le SERP ogni giorno, perchè in ogni caso sai che hai costruito il valore.
Credo che link building attualmente si sia cominciato a profilare nella maniera decisiva in due principali direzioni:
1. Link a pagametno / rete link (Google come fine a se stesso): Ci sono sempre più potenti agenzie le quali si specializzano nella compravendita di link possedendo anche una rete di siti per conto loro. Usando le strategie di crowd e outsourcing queste agenzie radunano i proprietari di piccoli siti / blog, che pubblicano i link nelle pagine e post in cambio di un mini pagamento. L’approccio è particolarmente efficace nei mercati anglofoni, in Italia non è cosi frequente. Sono però quasi sicuro che in futuro i piccoli professionisti SEO italiani, che attualmente usano le loro piccoli reti di siti e conoscenze per ottenere i link verso siti clienti, verranno brutalmente ingoiati da queste grosse realtà. Alla fin fine quindi non si costruisce un valore, ma si crea una gigante e sofisticata macchina di inserimento link. E’ triste, ma potrà essere vero.
2. Costruzione del valore (Google come “byproduct”, un mezzo per costruire il valore per l’utente): un Altro approccio è costruire il valore. Do un esempio. Il nostro cliente: Rockol. Il portale esiste già da 10 anni, pubblica contenuto di qualità giorno dopo giorno, essendo stra aggiornato nel campo musicale. Inoltre il portale REGALA link ogni giorno ad un altro sito nella sezione link del giorno. In poche parole: Rockol è costruito con il chiaro focus di trasmettere qualcosa di utile e interessante all’utente. Questo approccio, quasi da “non-seo”, curato a lungo termine ha dato a Rockol una marea di link spontanei senza necessità ne di scambi ne di baratti. E’ infatti, con questa chiara e lineare strategia Rockol da un paio di anni non scompare dalla prima pagina per le molto competitive ricerche (vide “concerti”, “concerti roma”, “notizie musica” e altre).
Non voglio dire quale sia l’ approccio giusto o quale sia quello sbagliato. Credo che il primo sia più efficace nelle “Google-companies” (le aziende che prendono il’ 70-80% del loro traffico da Google), invece il secondo nelle aziende che puntano sulla costruzione del valore a lungo termine. Ma ripeto: non voglio fare né la figura del santo nè del diavolo e dire di non aver mai provato o seguito l’una e l’altra strada. Dico solo che secondo me un grosso sbaglio per un’ azienda o per un professionista sia scegliere la via di mezzo tra due approcci, cioè voler essere un po’ il diavolo e un po’ l’angelo. Il mix tra questi due ragionamenti porta nella parte dei casi ad un completo disastro. E’vero che quasi tutti i tipi di business sono in qualche modo dipendenti da Google, ma ciò che conta è la loro finalità (cosa vogliono che succeda fra 5, 10 e 15 anni). E’ in questa visione a lungo termine dove viene fuori chi voleva solamente mangiare un po’ dalla tavola di Google, e chi ha rischiato di crearsi il ristorante per conto suo.
Nel corso ci farai leggere 3 mail reali, che ti hanno fatto guadagnare parecchi link praticamente senza muovere un dito. Che storia è questa?
Fran, la sai bene tu stesso, dopo avermi inviato una buona mail, hai ottenuto tutto il mio supporto nelle link campaign che svolgi
Veramente, non bisogna dire tanto per ottenere un link se si è una persona valida al posto giusto e con servizio giusto. Ogni tanto basta chiedere, ogni tanto dare qualcosa di piccolo, e ogni tanto (questo è mooooolto potente) semplicemente ringraziare.
Avremo modo di parlare di Social Network? Come vedi integrati i Social nella promozione online, una questione di PR e Web Marketing o un concreto aiuto anche alla SEO?
Secondo me uno dei più grossi sbagli è applicare le logiche seo sui social network. Devo dire trasparentemente che fin quando usato i social network solamente ai fini SEO (con la vaga speranza di ottenere link spontanei) uscivo sconfittisimo dalla battaglia. La cosa che ho imparato da quella lezione è: “se vuoi ottenere i link spontanei, devi pensare di tutto tranne ottenere i link :)”. Pensa a dare qualcosa di utile all’utente, pensa di essere una persona affascintante, un opinion-leader, pensa a far parlare la gente di te nella comunità, ma non pensare di Pagerank e di Link. Questi arriveranno di sicuro, ma solo se non ci pensi di loro:)
Per finire un paio di domande secche. Wiki Search è la fine della SEO o un’opportunità per il Web Marketing, insomma uno strumento come un’altro per portare traffico?
Sicuramente sarà uno strumento in più, e diventerà un canale alternativo di traffico, similmente ai servizi Social News o Social Bookmarking cui costituiscono una fetta decente nei mercati maturi, e un relativamente piccola nella nostra Italia. Penso anche che, similmente ai menzionati Social News e Social Bookmarking la chiave di salire nel Wiki Search sarà la profonda conoscenza della comunità che ci sta attorno. Primo o dopo ci devono arrivare i meccanismi di meritocrazia e autorità grazie ai quali voto di un utente riconosciuto nella comunità varrà molto di più rispetto ad anche tanta quantità dei voti casuali. Altrimenti lo strumento rischia di diventare troppo manipolabile ai attacchi degli spammers.
Che futuro prevedi per il Social Media Marketing?
Prevedo che alcune agenzie Seo, tra cui la nostra Seolab, si evolveranno verso veri e propri centri media on-line. Lato gestionale immagino Social Media Marketing strutturato similmente alle aziende che attualmente si occupano di street e guerilla marketing, ovvero una rete di collaboratori divisi con criterio locale e tematico (esperti di politica, sport, arte, moto etc.) cui vengono selezionati a dipendenza del progetto. Insomma, una crescità del mercato freelance e dei nuovi modelli di gestione risorse (outsourcing globale e crowdsourcing, cioè inclusione delle masse di persone nelle attività molto profilate e piccole legate al progetto).
Domanda finale, perchè ti chiamano “signor 10 milioni” ?
Hahhahaa, dico la verità, tutti i nomi e sopranomi riguardanti la mia persona li invento io stesso
10 milioni è il numero di viste che porto a tutti i miei clienti complessivamente da Google Organic. Cmq, almeno in Italia, la gente mi chiama: “Maikol”:)
Se ti interessano le idee di “Maikol” e vuoi informarti sui corsi di Seo Lab, accedendo attraverso questo link, Michal saprà che lo hai conosciuto sul mio sito.
Francesco ha scritto questo post il 23rd gennaio, 2009 | File Under Best Practice | 2 Comments -