Twitter Strategies, errori comuni e idee pratiche per gatti imbranati

Occavolo 1 mese senza postare!
Cercherò di farmi perdonare con alcuni consigli pratici (testati) e riflessioni usabili su Twitter. Non farò una raccolta di tools (sarebbe troppo facile).
Come fanno molti, sbagliando
La pratica più diffusa per avere un’account Twitter denso di followers, è quella di aggiungere più “amici” possibile, contando di ricevere un follow di cortesia. Successivamente eliminando via via gli add meno interessanti, si può arrivare ad avere una piccola conversazione da gestire e una grossa audience a cui proporre messagi più o meno interessati.
Questo metodo funziona se: imposti il sito che vuoi promuovere sul profilo di Twitter e cominci ad “addare” più persone possibili. I profili che contatti faranno una visita al tuo sito per cercare di “capire chi sei”. Avrai un picco di visite destinato a scemare, ideale per made for adsense o siti che guadagnao per banner ad impression (esistono ancora?).
Questo metodo non funziona: se vuoi coltivare un account sano, credibile e ideale per attività di PR online.
Rimedio: se sospetti che qualcuno ti abbia “addato” tanto per far numero, puoi ignorarlo o eventualmente seguirlo a tua volta, ma con Qwitter installato. Qwitter serve a monitorare quando i tuoi interlocutori cessano di ascoltarti. Se la rottura avviene anzi tempo probabilmente non hai perso nulla.
Come andrebbe fatto
C’è poco da dire, Twitter è una piattaforma di microblogging concepita per le conversazioni online, quasi face to face. Sperare di creare una situazione in cui possiamo sparare il nostro messaggio pubblicitario ad un’audience indistinto, non discosta molto dal fare mass marketing o peggio dello spamming.
Ecco un suggerimento pratico per aumentare i contatti su Twitter. Quando mi imbatto in profili Twitter che reputo interessanti, o quantomeno affini alle tematiche di mio interesse, mi appunto l’url in un’excel e aspetto. Nell’xls creo dei campi che corrispondono alle categorie che tratto sul mio blog o sul mio Twitter e sotto ogni campo elenco i profili affini che via via incontro. Attendo di pubblicare sul mio blog qualcosa di inerente alle tematiche trattate da uno dei gruppi che ho messo assieme, e passo a contattarli.
Ad esempio, se ho un blog che tratta di automobili e mi imbatto nel profilo di un’appassionato di auto sportive, sono di fronte ad un contatto potenzialmente interessante ed interessato. Non lo contatto immediatamente, ma mi appunto l’url in attesa di pubblicare qualcosa sulle auto sportive. Quando scriverò un post sulle auto sportive, provvederò ad aggiungere l’interlocutore (o gli interlocutori) che avevo profilato.
Ti sembra eccessivo? Eppure quando ad una festa ti avvicini ad un gruppo di persone, come ti comporti? A meno che tu non abbia il carisma di Pizzulata, probabilmente aspetti che qualcuno ti interroghi (ti followi su Twitter) o intervieni solo quando conosci bene l’argomento della conversazione (aspetti di pubblicare qualcosa a tema). In questo modo ci sono più possibilità di instaurare un dialogo in sintonia.
A proposito di Pizzulata, i nodi di un network più propensi a socializzare e ad attirare connessioni (Simone su Twitter è davvero uno spasso), vengono chiamati Fitness. Pensi davvero che per lanciare un’azione virale sul web la strategia giusta sia contattare tutti i nodi fitness? Bè, allora dovresti leggere il paragrafo sucessivo.
Fai tua La forza dei legami deboli (non è una legge Jedi)
Contrariamente a quanto potresti pensare, le leggi che governano le reti sociali vengono studiate da ben prima dell’avvento di Internet e dei Social Network. Nel 1973 Mark Granovetter, sociologo statunitense, fece un’esperimento in cui chiese ad un gruppo di individui chi avesse suggerito loro l’attuale posto di lavoro. L’84% degli iintervistati indicò una persona con scarso grado di confidenza, un legame lontano e debole appunto.
Lo sudio pubblicato nel celebre (e discusso) The Strength of Weak Ties, dimostra che spesso le connessioni più deboli sono le più importanti, dato che permettono ai nodi di entrare in contatto con le sezioni più lontane del network. Di solito i nodi vicini sono in possesso delle stesse informazioni.
Questo vale anche e soprattutto per Twitter, che è un network fatto di tanti nodi centralizzati uniti da link. L’ideale per auto promuoversi è stimolare una risposta @tuo-nick, da parte di uno dei nodi più lontani. In questo modo il tuo account sarà visibile a tanti nodi che ancora non sono connessi a te.
Gli stessi concetti sono applicabili ad una capagna virale, che (oltre ad avere elementi di viralità) dovrà essere proposta non solo ai nodi fitness, ma anche ai nodi più lontani della tua twittosfera.



























Vuoi pubblicare i tuoi post qui?
marzo 25th, 2009 a 12:58
Twitter, gioie e dolori…in questo periodo su internet spopolano i consigli su come usare (bene) twitter. Sono contenta che questo post non sia uno di quelli..nel senso che forse non c’è un solo modo per usare bene twitter.
Condivido la teoria dell’usare twitter per coltivare e condividere un account sano e mi aggiungo anche io al giudizio su Pizzulata (è davvero uno spasso!).
Una sola cosa non apprezzo su twitter, twittare solo gli articoli del blog…meglio evitare!
marzo 25th, 2009 a 16:52
Twitter - come del resto gli altri social - è questione di target, oltretutto quando si tratta di “condividere” in soli 140 caratteri.
Alessandro
marzo 25th, 2009 a 16:54
Come sempre ti domostri un vero guru o meglio un vero maestro Jedi nel campo dei Social Network.
Concordo pienamente sulle tue opinioni e trovo ottimo lo spunto dei legami deboli, alla fine anche nella mia pur breve esperienza posso confermare ciò che dici!!
marzo 26th, 2009 a 20:28
Complimenti per lo spunto sui legami deboli, davvero interessante!
marzo 27th, 2009 a 16:23
[...]dimostra che spesso le connessioni più deboli sono le più importanti[...]
Quoto in toto!
marzo 28th, 2009 a 17:42
@federica sì, il plugin che twitta in automatico i primi 140 caratteri del post + il link, è inutile e dannoso, non avevano inventato i feed per quel tipo di notifica?
@claudio, sempre troppo gentile, in bocca al lupo per la laurea.
@web copywriter, grazie
@Marco Ziero, in sintonia, come sempre!
aprile 2nd, 2009 a 18:37
Dici bene su il “coltivare un account sano, credibile e ideale per attività di PR online.”
I social incrementano o scemano il proprio brand, è importante soppesare l’utilizzo..
aprile 6th, 2009 a 23:41
[...] Twitter Strategies di Francesco Piersimoni [...]
aprile 24th, 2009 a 00:39
Complimenti Francesco per il tuo blog che ho scoperto solo oggi; l’ho trovato davvero interessante e ti ho già inserito nel mio ristretto elenco di risorse rss. Spero che riuscirai ad aggiornarlo con regolarità perché ci sono davvero molti spunti interessanti.
aprile 24th, 2009 a 16:02
Ivan, che piacere ritrovarti, dopo tanti mesi passati a discutere di Smart Pricing sul Forum Gt!!!
Grazie per aver scelto questo blog come fonte di aggiornamento, ho sacrificato la frequenza di post cercando di tenere alta la qualità dei contenuti.
Spero di riuscirci, il tuo complimento è un’ottimo stimolo.
giugno 23rd, 2009 a 10:33
Twitter è un fantastico strumento per la diffusione delle idee ma la canalizzazione e la targettizzazione è l’unica via per creare una vera rete di collaborazione, di condivisione e di scambio. Un ottimo post, il web è una materia in apparenza molto semplice, ma addentrarsi nei suoi meandri richiede tempo e acutezza, doti che sicuramente non ti mancano.
luglio 16th, 2009 a 10:54
[...] saperne di più: | Come funziona twitter | Le reti sociali in Internet [...]
luglio 16th, 2009 a 13:12
Buongiorno,
tua sorella mi ha passato il link di questo post, davvero molto interessante! ho inserito il link diretto al mio ultimo post sull’ingresso della nostra azienda in twitter.
molte grazie e buon lavoro!
Lucio
comunicazione Toprural Italia