Folksonomia: fra User Definition e Web Reputation

La folksonomia, cito testualmente da wikipedia, è la categorizzazione collaborativa di informazioni mediante l’utilizzo di parole chiave (o tag o etichette in italiano) scelte liberamente.
Come funzionava prima
In un mondo senza internet, che per ciò che mi riguarda sarebbe peggio di un mondo senza nutella, la maniera usuale per categorizzare cose, persone, animali e concetti, sarebbe la tassonomia.
La tassonomia (anche qui mi aiuto con wikipedia) è la classificazione gerarchica dei concetti. E’ la scienza che si occupa delle modalità di classificazione degli esseri viventi e non, dove per classificazione si intende la collocazione in un sistema ad albero di categorie. A capo della struttura c’è una categoria singola, il nodo radice, le cui proprietà si applicano a tutte le sotto-categorie.
Come funziona su Internet
Classificare qualcosa su internet è molto pù semplice e meno rigido e soprattutto non è necessario essere degli scienziati.
Molti social network, come del.icio.us (ora delicious.com), Flickr o Facebook lasciano che gli utenti organizzino i contenuti in questo modo. Un sito o una pagina web, o un qualsiasi documento sulla rete, salvato da decine di profili su del.icio.us ottiene un signifcato nuovo grazie alla folksonomia (o folksonomy).
Una foto, un testo o un sito non hanno più solo il significato pensato dall’autore, ma una nuvola di associazioni popolari che lo identificano “dal basso”.
Le etichette attraverso cui attribuiamo un nome ad un’oggetto si chiamano tag e l’azione è appunto quella di taggare. I tag esistono anche al di fuori della folksonomy e di internet, ad esempio in ambiente desktop. E’ possibile etichettare i propri contenuti in maniera personale, ma in quel caso si starà facendo semplicemente del tagging e non si potrà parlare di folksonomia.
In qualche modo è qualcosa che prelude il connubio tra informatica e semantica.
Un utilizzo brillante delle tag su Last.fm
Il sistema di folksonomy di Last.fm è molto particolare e per quanto abbia avuto modo di informarmi e di chiedere rimane un “segreto” ben custodito. Quando ascolti musica attraverso il software di last.fm, hai la possibilità di taggare le canzoni, ma anche l’artista o il brano.
Queste etichette hanno una duplice funzione. Da un lato quella più comune legata alla corretta categorizzazione dei contenuti del social network. Dall’altra quella di definire delle radio personalizzate sempre più vicine ai gusti degli utenti, di nuovo un’impiego vicino al web semantico e all‘artificial intelligence.
Essere taggati su Facebook
C’è da scommettere che il tagging avrà (come già sta avendo) una diffusione proporzionale alla crescita di Facebook. Il social network più orizzontale del web ha portato un dilagante senso di malessere: “essere taggati su facebook”.
Salto a piedi sui pari giudizi, considerazioni e soprattutto conclusioni, passo ai fatti. Sono passati 2 mesi da quando ho scritto 5 errori madornali da evitare con Facebook e queste sono alcunle delle key che hanno portato più ingerssi a quel post:
evitare tag facebook
foto taggate facebook
rimuovere tag foto facebook
taggato su facebook
evitare tag su facebook
far togliere foto da facebook
non essere taggato facebook
togliere tag foto facebook
come non essere taggati su facebook
Un’etichetta appiccicata sulla tua reputazione
Gli utenti internet che partecipano alla rete taggando e classificando contenuti vengono comunemente definiti collezionisti. Non è detto che i collezionisti abbiano un blog (creatori) o che scrivano recensioni su siti di comparazione (critici). Generalmente i “collezzionisti” taggano, fanno uso di rss e votano siti internet.
Secondo Technogaphics i collezionisti negli Usa sono il 7% degli utenti web, in Uk il 2%, il 9% in Francia, il 10% in Germania, il 6% in Giappone e la Corea del Sud detiene il primato con il 14% degli utenti internet che classificano e votano contenuti.
Come interagire con i collezionisti?
Più che di interazione, con i collezionisti si tratta di prestare ascolto. Il mio consiglio è di tenere monitorato il proprio nome, il proprio sito o il brand della propria azienda sui siti che adottano questa modalità di classificazione. La scelta migliore è partecipare.



























Vuoi pubblicare i tuoi post qui?
gennaio 12th, 2009 a 13:03
Bell’articolo, Francesco.
Una cosa che hai scritto mi ha fatto riflettere: la long tail associata a quel tuo “vecchio” post su Facebook.
“Rimuovi tag” è presente tra i link posti sotto ogni foto inclusa in FB; se gli utenti, comunque, digitano questo tipo di “bisogno” sul motore di ricerca, significa che anche in termini di usabilità, FB ha ancora molta strada da fare.
Questo è un aspetto largamento discusso in giro per la rete; diciamo che questa tua long tail ne ha dato conferma.
Grazie.
gennaio 13th, 2009 a 11:25
In effetti involontariamente ho raccolto attraverso l’Analytics un bel po’ di feedback su questo sistema di tagging utilizzato da Facebook. A giudicare dalle key sembra essere vissuto più come una minaccia che come un’opportunità.
Ho visto amici caricare foto oscene e taggare conoscenti comuni per gioco, altre volte ho visto persone rimuovere tag di foto oltremodo vecchie, quasi a voler cominciare su Facebook una nuova esistenza.
Ho saltato volutamente considerazioni di questo tipo sul post, ma credo che il comportamento che teniamo su questo social network sia figlio di un ragionamento a priori: Facebook integra la nostra identità reale e quindi dobbiamo lasciar fluire la visione che i nostri amici hanno di noi, o Facebook è un profilo istituzionale su cui avere totale controllo?
Credo che ognuno di noi la veda a suo modo e si comporti di conseguenza, con le foto, le tag e gli interventi pubblici su questo Social Network.
Grazie per il tuo contributo Marco!
gennaio 29th, 2009 a 01:50
[...] collezzionisti taggano ed archiviano partecipando attivamente alla folksonomy. Utilizzano regolarmente feed reader, siti di aggregazione news e social bookmarks, in Italia i [...]
febbraio 24th, 2009 a 05:57
[...] 2008 ho scritto a proposito di alcuni errori da evitare su Facebook, successivamente ho riportato alcune key che hanno generato accessi a quel post dai motori di ricerca. A distanza di quasi 4 mesi e a fronte di un’attività costante di Web [...]