Internet Mobile la prossima frontiera del turismo online

Recentemente ho avuto parecchio da pensare a proposito di internet e dei dispositivi mobile. Le mie riflessioni, culminate nel post che stai per leggere, sono fomentate grazie ad una serendipity di informazioni catturate qua e là nell’ultima settimana. Gli spunti più rilevanti mi sono giunti da una conversazione episto-digitale con Maurizio Petrone, cominciata qui, e dall’ennesima ricerca targata Nielsen.
Maurizio parla di mobi e di GPS come possibili risvolti futuri per il mercato del search. Il Critical Mass, il documento sul mobile pubblicato a Luglio 2008 da Nielsen Mobile, avvalora il pensiero di Petro. Nello specifico la divisione mobi della Nielsen Company sostiene che: “Gli Stati Uniti, la Gran Bretagna e l’Italia sono leaders per ciò che riguarda la penetrazione di internet via cellulare (…) l’11,9 % degli utenti italiani della telefonia mobile usa attivamente internet via cellulare”. Gerry Samuels di Mobile Travel Technologies ipotizza, addirittura, che gli utenti di internet (mondiali) attraverso il cellulare, potrebbero triplicare entro il 2013.
A pensarci bene, chi potrebbe beneficiare maggiormente di questa (quasi) nuova tecnologia mobile, è proprio il turismo. Sono un po’ scettico sulla televisione sul cellulare e sinceramente sconsiglierei ad un mio amico di aprire un e-commerce.mobi. Sono di tutt’altro avviso per ciò che riguarda il turismo e più in generale i viaggi. Ci sono una serie di informazioni legate all’atto del viaggiare, che spesso vorremmo poter reperire proprio durante il viaggio, quindi quando siamo fuori casa: gli orari dei treni, i ritardi, voli aerei, meteo, un’albergo differente da quello scelto davanti al pc…
Il dato per il nostro paese è fortemente incoraggiante, ma è per lo più inficiato dall’alto numero di dispositivi mobili pro capite, siamo secondi solo al Giappone. Un’ostacolo per quest’ascesa potrebbe essere rappresentato dai costi e da un’offerta molto segmentata. La Gran Bretagna presenta costi relativamente bassi e vanta un’utenza mobile molto ricettiva. In India e in Cina i prezzi fanno sì che il mobile sia l’Internet per eccellenza.
Gli attuali siti sono adatti alla navigazione su cellulare?
Tendenzialmente direi di sì, poichè ritengo che non saranno i contenuti a doversi adattare al mezzo, ma sarà il mezzo ad uniformarsi all’offerta web. Tuttavia…
Tuttavia i contenuti della rete spesso aquisiscono visibilità in maniera direttamente proporzionale all’anzianità, questo è vero soprattutto nel mondo dei motori di ricerca. L’anizianità di una pagina, di un dominio, di un link, è uno dei modi per determinare l’autorità di un documento sulla rete.
La navigazione sul mobile ha evidentemente degli altri presupposti legati al qui ed ora. Utilizzare internet sul cellulare presuppone un bisogno imminente (trovare qualcosa) e un riferimento geolocalizzato (lo voglio qui vicino). L’esempio di Nicola è sicuramente esplicativo.
Immagina: “un’hotel qui vicino”, un “ristorante qui vicino”, “il casello dell’autostrada più vicino”. Presto o tardi, quel “qui vicino” sarà implicito nella ricerca e di conseguenza nelle risposte dei motori.mobi. I risultati proposti saranno mappe o contenuti inequivocabilmente aggiornati, a mio avviso.
Ad esempio se cerco un’albergo tramite il cellulare, vorrò ricevere dei risultati con listini, offerte, last minute e disponibilità delle camere aggiornati, considererò inoltre un buon risultato solo l’hotel più vicino a me.
Sarei curioso di sapere che ne pensa Petro.
Francesco ha scritto questo post il 8th agosto, 2008 | File Under Mobile | -


























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agosto 8th, 2008 a 10:29
Ciao Francesco
ottimo articolo, offre una buona panoramica, aggiornata e documentata, dello stato dell’arte del mobile.
Relativamente al turismo, quel che dici è vero. Cito “Ci sono una serie di informazioni legate all’atto del viaggiare, che spesso vorremmo poter reperire proprio durante il viaggio, quindi quando siamo fuori casa”. Da qui apri un universo di considerazioni. Abbiamo una mole di informazioni unificate da proporre al viaggiatore? fino a quando resteremo costretti a saltellare su decine di siti o sitarelli semi aggiornati per trovare un’informazione cruciale? se siamo in mobilità, spesso si aggiunge il neo dell’urgenza/emergenza: in quanto tempo si riesce a soddisfare la necessità di informazione? c’è da lavorare, almeno finchè italia.it resterà chiuso…
ciao e a presto!
dario
agosto 8th, 2008 a 10:43
Speriamo che ci sia da lavorare anche quando riaprirà italia.it
Scherzi a parte, sono contento che ti sia piaciuto l’articolo. Raccogliere i dati non è stato troppo difficiele, si parla sempre più spesso in giro di internet mobile.
Cosa offrire all’utente? Credo che prima di arrivare a questo interrogativo ci sia da auspicarsi che le infrastrutture italiane si adeguino al potenziale che offre la domanda. I numeri in Italia sono più alti che altrove, ma i nostri gestori offrono connessioni all’altezza?
Ciao e grazie per aver condiviso la tua opinione!
agosto 8th, 2008 a 13:12
Ciao Francesco,
innanzitutto grazie per l’invito
Passiamo al sodo. Hai messo sul piatto due argomenti: gli italiani ed il mobile, e l’offerta web per chi naviga in mobilità.
Riguardo al primo punto, il problema non è certo di tipo tecnologico: come tu stesso dici, di dispositivi ne abbiamo anche troppi (non vorrei dire un’idiozia, ma mi pare che già da diversi anni abbiamo superato, nel nostro paese, la quota di un dispositivo a persona - neonati compresi).
Allora dove sta la difficoltà? Sicuramente i costi e la frammentazione dell’offerta incidono, ma lo spreco sta soprattutto, a mio parere, nella percezione che l’offerta mobile dà di sè stessa.
Mi spiego: nelle pubblicità si vedono persone che usano l’internet sul telefonino per usare google, la posta di yahoo, guardare video su youtube e le partite in streaming. Sugli Iphone nei centri commerciali vediamo spesso caricate SERP di Google o pagine di Wikipedia.
Credo che lo sbaglio stia proprio qui: il web sul telefonino dovrebbe essere presentato, a mio parere, in un altro modo. Così com’è, non presenta un valore aggiunto all’utente che ha già internet a casa, ma solo una difficoltà dovuta all’apparecchio, che non è compensata dalla possibilità di utilizzarlo ovunque.
Invece, penso che le compagnie telefoniche dovrebbero promuovere un’altro tipo di utilizzo, per far percepire alle persone la reale utilità del mezzo.
Pensa invece a una pubblicità dove ti fanno vedere che col telefonino puoi modificare la tua prenotazione in una struttura turistica, che puoi usare le pagine gialle per trovare un servizio (e magari leggerne le opinioni), che puoi usarlo con skype per abbattere i costi delle telefonate quando sei all’estero, che puoi sfruttarlo per trovare il benzinaio più economico in zona…
Un messaggio di questo tipo sarebbe, credo, molto più adatto al target, ed accrescerebbe nel grande pubblico la consapevolezza dell’utilità della navigazione mobile.
Ed arriviamo al secondo punto: l’offerta. Mi permetto di dissentire dalla frase “non saranno i contenuti a doversi adattare al mezzo, ma sarà il mezzo ad uniformarsi all’offerta web”. L’offerta web è pensata per un utilizzo coi PC (e, man mano che i software si sono evoluti, per l’utilizzo di PC dotati di Flash, Java e banda larga). L’offerta si è sempre adattata al mezzo, e dovrà essere così anche col mobile (a mio parere).
Questo è un aspetto che chiaramente toccherà da vicino anche i motori di ricerca, che dovranno tener conto della provenienza geografica dell’utente (IP Location e informazioni di Microcella), dell’utilizzo pregresso e delle sue informazioni anagrafiche, ma anche della qualità del servizio/sito molto più che non della sua popolarità.
I servizi web (non chiamiamoli siti) d’altra parte, dovranno anche loro adattarsi: non solo tecnologicamente, ma anche e soprattutto in fase di definizione dell’offerta. Se vogliono essere utili per l’utente mobile, all’utente mobile dovranno presentare un’offerta su misura, ed aggiungo, anche personalizzata. Ma su questo punto mi pare che concordiamo
Mi fermo qui perché ho già scritto un commento-fiume, ma se vuoi possiamo continuare a scambiarci opinioni in merito (il mio contatto MSN è la mail indicata nel commento).
Ciao, a presto!
Maurizio
agosto 8th, 2008 a 15:24
Bè Petro, l’invito era d’obbligo, visto che molti spunti mi sono arrivati da tuoi imput.
Menzionando le strategie di marketing delle compagnie telefoniche, con me sfondi un PORTONE apertissimo. Concordo completamente con quanto sostieni. Capisco che le persone siano più motivate dai desideri che dalle esigenze, ma suggerire un utilizzo vacuo dell’internet mobile mi sembra una mossa poco lungimirante.
Mi piace che tu menzioni l’IP location, in Italia siamo messi maluccio per quanto riguarda la rete fissa, come siamo messi con il mobile?
Per ciò che riguarda la parte tecnica dei servizi web, sapevo nel momento in cui ho scritto il post di discostarmi dal tuo pensiero. Io concordo con te, in teoria andrebbero studiati servizi ad hoc per la visualizzazione mobile, ma conoscendo il nostro popolo (e con in mente la strategia folle della 3 di guardare la tv sul mobile), mi vien da pensare che presto faremo dispositivi mobili in grado di navigare su tiscali e libero.
Grazie per il tuo contributo!
agosto 8th, 2008 a 15:53
Ti dico la verità: attualmente, non lo so con certezza. Immagino però che la situazione sia simile alla rete fissa, se non peggiore… Ma qualcosa si può sicuramente fare.
Su moltissimi cellulari è possibile visualizzare le informazioni della Microcella in cui ci si trova, che per la cronaca sono le stesse che usa la Polizia quando deve localizzare un cellulare. Si tratta di informazioni precise al chilometro, più o meno. Temo però che queste siano proprietarie dei gestori mobili, e non è detto che potranno essere lette ed utilizzate liberamente da chi gestisce un servizio Mobile: in fondo, si tratta di informazioni in una certa misura riservate dell’utente… e poi, bisognerà vedere le politiche delle varie TelCo al riguardo.
Al limite, ci si potrà appoggiare alle reti di localizzazione satellitare, ma ci vorranno infrastrutture in grado di far dialogare l’antenna GPS/Galileo col browser.
Una soluzione basata su IP (che dovrà necessariamente essere IPV6, altrimenti gli indirizzi non basterebbero - un NAT à la Fastweb non risolverebbe comunque il problema) mi sembra comunque la più conveniente, ma resta un compromesso: un IP assegnato da un range associato al quartiere in cui ci si trova, falserebbe comunque le informazioni di provenienza di tutti gli utenti che iniziano una sessione e poi si spostano di qualche Km, a meno di non trovare un modo di riassegnare l’IP dinamicamente senza che cada la connessione (senza per questo congestionare la rete, ingigantendo le tabelle di allocazione…).
In tutto questo, a complicare ulteriormente la situazione ci si mette pure il roaming….
Insomma, si tratta di decisioni strategiche di lungo periodo che dovrebbero prendere le TelCo stesse. Ma, come giustamente sottolinei anche tu citando i famigerati TvFonini (dei quali non era difficile immaginare un Flop clamoroso), si tratta di decisioni che gli attuali amministratori delle stesse non sembrano poter essere in grado di prendere, a causa di una manifesta incapacità.
Tornando alla tecnologia, se un dispositivo è in grado di visualizzare contenuti arricchiti senza sacrificare velocità e usabilità ben venga, ma resto convinto che un sito pensato per essere navigato dai cellulari debba rispondere a determinati criteri tecnici e di design, prima di tutto.
Ciao
agosto 9th, 2008 a 11:24
In linea teorica saremmo daccordo su tutto. Io ho solo quel pregiudizio legato al (maledetto) tvfonino che mi porta a credere che piuttosto che studiare siti con una navigabilità ed usabilità pensata per i browser dei cellulari, prima o poi il genio di turno progetterà degli schermi per cellulari in grado di visualizzare un sito a 1024 per 768!
Ciao e grazie ancora per questi commenti che hanno a dir poco arricchito questa pagina.